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IL CASO/ Gotti Tedeschi: fare figli per avere sussidi? L'ultimo frutto dell'egoismo di Stato

Pubblicazione:martedì 29 aprile 2014

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Ormai nella società di oggi nessuno più sa cosa voglia dire “morale”. Se una donna vuole restare incinta per avere soldi, usando i figli per creare ricchezza per sé stessa, dicendo che in fondo i figli sono creature di Dio, in più aumentano il Pil, e i sussidi dello Stato creano consumi e sviluppo economico, dov’è il problema morale?

 

Appunto, ce lo dica. Dov’è?

Sta nel fatto che i figli dovrebbero nascere all’interno di una famiglia naturale fatta da un padre e una madre che hanno in progetto innanzitutto di amarli, di educarli, di allevarli responsabilmente e per contribuire anche al bene comune della società in cui vivono. Ma ciò presuppone il riconoscere che siamo creature di Dio, che i figli generati sono doni di Dio. Se  si ritiene che siamo invece frutti del Caso e del Caos, che dignità può mai avere un essere umano, che senso può avere la vita stessa?

 

Ma perché si è smesso di fare figli?

Grazie alle dottrine neomalthusiane, imposte dai poteri dominanti che elaboravano culture dominanti, a loro volta mixate ad altre ideologie. Pensiamo al femminismo, che ha negato il valore del matrimonio e della maternità e utilizzato i contraccettivi e l’aborto come arma per ribellarsi al giogo maschilista. Il risultato è stato la “maschilizzazione” della donna che ha rivendicato il valore lavorativo come superiore al valore generativo, e ha semsso di fare figli.

 

E questo cosa ha comportato?

Che la donna a furia di anteporre l’affermazione professionale alla maternità è arrivata all’età limite per avere figli. Ma per quanto voglia negarlo, la donna ha innato il senso di maternità, scatta in lei il meccanismo di “diritto al figlio” e ricorre alle tecniche riproduttive per ottenere una gravidanza a tutti i costi, anche al di là di una stabilità affettiva, ma al massimo potrà avere uno, forse due figli, e quindi la popolazione non cresce.

 

E che impatto ha questo cambiamento sulla società?

Intanto il primo impatto lo subisce l’essere umano e la famiglia, la prima cellula della società. Dissociare l’atto riproduttivo dall’atto d’amore, o la maternità e paternità biologica da quella sociale, come accade con le tecniche riproduttive rispettivamente omologhe e eterologhe,  provoca un qualcosa di nuovo in natura: i figli non avranno i geni dei genitori ma saranno in parte figli di altri – come nel caso dell’eterologa – e si svilupperà nel grembo di una donna che non sarà sua madre, come nel caso della maternità surrogata.

 

Ma che problema c’è nell’avere un figlio se la scienza lo permette?


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COMMENTI
29/04/2014 - L'egoismo a volte paga. (claudia mazzola)

Non è simpatico fare figli per denaro, ma vale di più un bambino e la sua mamma poveretta è perdonata. Pensate a chi fa figli e abortisce perchè non può sostenerne il costo, terribile!