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Cronaca

IL CASO/ Gotti Tedeschi: fare figli per avere sussidi? L'ultimo frutto dell'egoismo di Stato

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Ormai nella società di oggi nessuno più sa cosa voglia dire “morale”. Se una donna vuole restare incinta per avere soldi, usando i figli per creare ricchezza per sé stessa, dicendo che in fondo i figli sono creature di Dio, in più aumentano il Pil, e i sussidi dello Stato creano consumi e sviluppo economico, dov’è il problema morale?

 

Appunto, ce lo dica. Dov’è?

Sta nel fatto che i figli dovrebbero nascere all’interno di una famiglia naturale fatta da un padre e una madre che hanno in progetto innanzitutto di amarli, di educarli, di allevarli responsabilmente e per contribuire anche al bene comune della società in cui vivono. Ma ciò presuppone il riconoscere che siamo creature di Dio, che i figli generati sono doni di Dio. Se  si ritiene che siamo invece frutti del Caso e del Caos, che dignità può mai avere un essere umano, che senso può avere la vita stessa?

 

Ma perché si è smesso di fare figli?

Grazie alle dottrine neomalthusiane, imposte dai poteri dominanti che elaboravano culture dominanti, a loro volta mixate ad altre ideologie. Pensiamo al femminismo, che ha negato il valore del matrimonio e della maternità e utilizzato i contraccettivi e l’aborto come arma per ribellarsi al giogo maschilista. Il risultato è stato la “maschilizzazione” della donna che ha rivendicato il valore lavorativo come superiore al valore generativo, e ha semsso di fare figli.

 

E questo cosa ha comportato?

Che la donna a furia di anteporre l’affermazione professionale alla maternità è arrivata all’età limite per avere figli. Ma per quanto voglia negarlo, la donna ha innato il senso di maternità, scatta in lei il meccanismo di “diritto al figlio” e ricorre alle tecniche riproduttive per ottenere una gravidanza a tutti i costi, anche al di là di una stabilità affettiva, ma al massimo potrà avere uno, forse due figli, e quindi la popolazione non cresce.

 

E che impatto ha questo cambiamento sulla società?

Intanto il primo impatto lo subisce l’essere umano e la famiglia, la prima cellula della società. Dissociare l’atto riproduttivo dall’atto d’amore, o la maternità e paternità biologica da quella sociale, come accade con le tecniche riproduttive rispettivamente omologhe e eterologhe,  provoca un qualcosa di nuovo in natura: i figli non avranno i geni dei genitori ma saranno in parte figli di altri – come nel caso dell’eterologa – e si svilupperà nel grembo di una donna che non sarà sua madre, come nel caso della maternità surrogata.

 

Ma che problema c’è nell’avere un figlio se la scienza lo permette?


COMMENTI
29/04/2014 - L'egoismo a volte paga. (claudia mazzola)

Non è simpatico fare figli per denaro, ma vale di più un bambino e la sua mamma poveretta è perdonata. Pensate a chi fa figli e abortisce perchè non può sostenerne il costo, terribile!