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CARABINIERE FERITO/ Martina Giangrande: vi racconto il "cuore" di mio padre

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Giuseppe Giangrande, foto da Facebook  Giuseppe Giangrande, foto da Facebook

Lei potrebbe perdonare chi ha fatto una cosa del genere a un membro della sua famiglia? Non lo so. Ma non perché non lo voglio fare, ma perché non essendoci una ragione valida, non essendoci una spiegazione logica come si perdona il nulla?

 

Lei ha fede, è credente?

(rimane in silenzio, ndr) Ci sto pensando, non ho chiuso il telefono. Abbastanza. Nella giusta misura.

 

Cosa intende? E' un aiuto per lei questa sua fede?

Purtroppo non mi aiuta, però è una speranza in più. 

 

Un sostegno?

Uno si affida a qualcuno nella speranza che le cose possano cambiare, è qualcosa in più a cui dare affidamento.

 

Eppure lei con il suo comportamento ci dà una testimonianza di speranza. Ha lasciato tutto, anche il suo lavoro, per stare vicina a suo padre.

Faccio solamente il lavoro di figlia, l'ho sempre detto. Ognuno di noi, non dico tutti allo stesso modo, ma chiunque si comporterebbe in modo analogo. E' giusto così.

 

Lei ha detto una volta che ogni giorno può succedere di tutto, intendeva che la casualità del dolore ci fa sentire perseguitati dalla vita stessa?

La vita ci mette di fronte a tante cose in qualunque momento. Dobbiamo essere pronti ad affrontarle in ogni istante con buona volontà. Oggi penso che devo essere pronta a tutto, bello e brutto che sia, dalla mattina alla sera. La vita è così.

 

Cosa direbbe per sostenere una persona che ha vissuto una cosa come la sua?

Che bisogna sempre avere la forza di andare avanti anche se ogni giorno è difficile. Le cose cambieranno, ci sarà il giorno in cui il destino ci verrà a favore.


(Paolo Vites) 



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