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PAPA FRANCESCO/ Omelia di Santa Marta: i cristiani perseguitati oggi più che in passato

Pubblicazione:venerdì 4 aprile 2014

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Parole forti e anche drammatiche quelle pronunciate oggi da Papa Francesco durante l'omelia della messa presso l'istituto Santa Marta, come rende noto Radio Vaticana. Parole dedicate ai cristiani perseguitati, oggi più che in passato, incarcerati o condannati a morte per avere il vangelo in casa. Commentando il Libro della Sapienza, Francesco ha detto come i nemici di Gesù lavorano di calunnie e gli tolgono la fama, preparano il brodo per distruggere il Giusto. I profeti, ha detto, sono sempre stati perseguitati al tempo di Israele ma anche nella Chiesa di oggi, perché indicavano le colpe di chi ha il potere. "Il Vangelo di oggi è chiaro, no? Gesù si nascondeva, in questi ultimi giorni, perché ancora non era arrivata la sua ora; ma Lui conosceva quale sarebbe stato il suo fine, come sarebbe stato il suo fine. E Gesù è perseguitato dall'inizio: ricordiamo quando all'inizio della sua predicazione torna al suo paese, va alla sinagoga e predica; subito, dopo una grande ammirazione, incominciano: Ma questo noi sappiamo di dove è. Questo è uno di noi. Ma con che autorità viene a insegnarci? Dove ha studiato?'. Lo squalificano! E' lo stesso discorso, no? 'Ma costui sappiamo di dove è! Il Cristo, invece, quando verrà nessuno saprà di dove sia!'. Squalificare il Signore, squalificare il profeta per togliere l'autorità!. Lo squalificano perché Gesù usciva e faceva uscire da quell'ambiente religioso chiuso, da quella gabbia" ha detto il pontefice. Il profeta, ha aggiunto, è perseguitato perché lotta contro chi ingabbia lo Spirito Santo. E questo non è finito con la morte e resurrezione di Gesù: "Quando noi leggiamo la vita dei Santi "quante incomprensioni, quante persecuzioni hanno subito i Santi, perché erano profeti. Anche tanti pensatori nella Chiesa sono stati perseguitati. Io penso ad uno, adesso, in questo momento, non tanto lontano da noi, un uomo di buona volontà, un profeta davvero, che con i suoi libri rimproverava la Chiesa di allontanarsi dalla strada del Signore. Subito è stato chiamato, i suoi libri sono andati all'indice, gli hanno tolto le cattedre e quest'uomo così finisce la sua vita: non tanto tempo fa. E' passato il tempo ed oggi è beato! Ma come ieri era un eretico e oggi è un beato? E' che ieri quelli che avevano il potere volevano silenziarlo, perché non piaceva quello che diceva. Oggi la Chiesa, che grazie a Dio sa pentirsi, dice: 'No, quest'uomo è buono!'. Di più, è sulla strada della santità: è un beato!". Gesù è l'icona di tutto questo, ha detto ancora, aggiungendo che oggi forse ci sono più martiri che nei primi tempi perché questa società mondana non vuole problemi, dà fastidio chi annuncia Gesù. Pena di morte, carcere per chi insegna il catechismo, per chi tiene il Vangelo in casa, cattolici che non possono pregare insieme, allora per celebrare l'Eucarestia fanno finta di celebrare una festa di compleanno, e quando arriva la polizia mettono via tutto e riprendono dopo che i poliziotti se ne sono andati. La persecuzione, ha concluso, è il cammino di chi segue Gesù. Ha infine citato il missionario padre Matteo Ricci, vittima della persecuzione. 



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