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SANTO DEL GIORNO/ Il 4 aprile si celebra Sant'Isidoro di Siviglia

Il 4 aprile di ogni anno la Chiesa Cattolica festeggia la memoria di Sant'Isidoro di Siviglia, santificato insiema a tre suoi fratelli: San Leandro, San Fulgenzio e Santa Fiorentina

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Nella giornata di oggi, venerdì 4 aprile, si celebra la memoria di Sant'Isidoro di Siviglia; Vissuto a cavallo tra sesto e settimo secolo, è stato santificato dalla Chiesa Cattolica insieme a tre dei suoi quattro fratelli (San Leandro, San Fulgenzio, Santa Fiorentina). Nato a Cartagena, Isidoro, rimasto orfano fin da bambino, fu cresciuto dal fratello Leandro, che succedette, dopo aver assunto il ruolo di chierico, nel ruolo di Arcivescovo della diocesi sivigliana. Il motivo, però, per cui è più ricordato è la vastissima opera antologica che compilò nel corso della sua vita, sempre dedicata agli studi e alla raccolta di brani che sarebbero altrimenti andati persi nel tempo. Proprio grazie alla sua grandissima e riconosciuta cultura, Isidoro ebbe un ruolo basilare nell'assestamento anche politico della Spagna sottomessa ai visigoti: lavorò, infatti, alla conversione degli invasori nordici facendoli passare dall'arianesimo, credo religioso allora considerato eretico e largamente diffuso, al credo niceno, dottrina vicina al cattolicesimo che affonda le basi nella dichiarazione dell'unicità di Dio e della natura di Gesù Cristo, partorita nel corso del Concilio di Nicea nell'anno 325.

Al contempo, è considerato uno dei massimi promotori del risveglio culturale della Siviglia dell'epoca, abbracciando con i suoi interessi tutti gli argomenti, spaziando dalla più vicina teologia, sia dogmatica che etica, alle scienze, in tutte le sue forme, per arrivare addirittura alle arti liberali. Dedicando la vita alla raccolta di tali materiali, e alla produzione vastissima, il suo stesso lavoro tende a mancare però di originalità e di personalizzazione, tanto che si può riassumere tutto il suo lavoro in una mera raccolta antologica di produzione letteraria altrui. Tra le sue opere enciclopediche, la prima degna di nota è sicuramente la raccolta in venti libri delle “Etymologiae”, che, partendo, come da titolo, dalla base dell'origine delle parole, si allarga in realtà a tutti i temi, diventando un vero e proprio compendio dello scibile umano del periodo che il Santo stava vivendo.

Accanto a questa mastodontica opera, Isidoro produsse anche il “De rerum natura”, un trattato di scienze naturali che verte in particolar modo sull'astronomia: nel libro, chiamato anche “Liber Rotarum”, vengono esposte le teorie della ruota, per cui per tutto l'universo si fa riferimento a sei diversi schemi geometrici, che vanno dal cubo in cui sono circoscritti gli elementi alle ruote che identificano anni, mesi, mondo e universo. Per il suo enorme lavoro enciclopedico ed antologico, San Isidoro di Siviglia fu nominato doctor egregius, e per un lungo periodo fu a lui e alla sua memoria dedicata la Torre del Oro, splendida torre militare della città che, prima di diventare nel Medioevo una vera e propria prigione, ospitò una cappella dedicata al Santo. Isidoro morì il 4 aprile 636. È  citato nella Divina Commedia di Dante Aligheri.

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