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EUGENIO SCALFARI/ La "questione seria" dei suoi 90 anni

Pubblicazione:domenica 6 aprile 2014 - Ultimo aggiornamento:domenica 6 aprile 2014, 19.00

Eugenio Scalfari (Infophoto) Eugenio Scalfari (Infophoto)

Carissimo Scalfari,
nel giorno del suo novantesimo compleanno le auguro di poter continuare ad amare la vita così come lei ha testimoniato in questi anni entusiasmanti, per quanto è accaduto e, spesso, in modo che non potevamo aspettarci. Lei una cosa ha testimoniato in modo indiscutibile, che ciò che accade è una sfida alla ragione e la smuove. Anche oggi lei ha voluto ribadire ciò che non è, che lei non è né comunista né credente, ma più interessante è quello che lei è, un uomo che sta facendo i conti con le sfide che la realtà gli pone, un uomo che si è sentito preso sul serio da papa Francesco, un uomo che ha il coraggio di guardare alle problematiche contemporanee con un approccio non ideologico, ma decisamente positivo.

Questo è ciò che mi affascina di lei: che in questi anni lei ha fatto un percorso, un cammino in cui la sua ragione ha accettato le sfide che le sono state poste e ha seguito le urgenze dei diversi problemi per aprirsi al vero. Devo riconoscerle una grande serietà nei confronti della vita, avevo sempre pensato che la sua fosse una posizione ideologica, ma mi sono pian piano ricreduto, perché lei mi ha testimoniato di saper cambiare.

Tante cose che lei sostiene non le condivido, altrettante le considero quanto mai vere, ma ciò che è accaduto con papa Francesco, con la lettera che le ha scritto, una cosa mi ha insegnato, ed è quella che il papa le ha detto, che la verità è una relazione. Qui sta la questione seria dei suoi novant'anni, che la sua vita documenta in modo esemplare. Lei, che non crede e che lo ribadisce ad ogni piè sospinto, è il testimone vivente di quello che dice il papa, che la verità è una relazione.

Sì, proprio lei che viene da una tradizione ideologica che ha avuto nella dialettica il punto di forza della sua posizione, che pensava all'uomo come ad un essere naturale condannato al nulla, che ha sempre privilegiato l'analisi, anche perché ne ha tutti gli strumenti per svolgerla in modo esaustivo, lei in questi anni ha testimoniato che la ragione trova ogni volta qualcosa di nuovo e così il suo orizzonte si allarga. Riconosco ciò che lei non è, ma le sono grato di aver ceduto a questa forza dei legami che conducono la ragione verso la verità cui tende senza fermarsi un attimo.


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COMMENTI
08/04/2014 - Scalfari (Carla D'Agostino Ungaretti)

Umanamente auguro di cuore a Scalfari ancora una lunga vita in buona salute fisica e mentale, soprattutto perché Qualcuno possa avere il tempo di scalfire quella sua corazza relativista che gli impedisce di credere in un'unica Verità. O meglio, di cominciare a pensare che, visto che secondo lui, esistono tante verità, può darsi che esista anche la Verità di credere che non ci si può salvare con le nostre sole forze, ma per l'intervento di quel Qualcuno che ha saldato, per nostro conto, un debito che non avremmo mai potuto estinguere da soli. Coraggio, Scalfari! Faccia per un momento un piccolo atto di umiltà e ci pensi. Dopotutto Pascal aveva ragione: conviene scommettere su Dio, se esiste guadagneremo tutto, se non esiste non perderemo nulla.