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PAPA/ Quei cattolici pronti alle "crociate" che dimenticano il cuore

Pubblicazione:lunedì 7 aprile 2014 - Ultimo aggiornamento:lunedì 7 aprile 2014, 19.58

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Il problema allora, per tornare alla risposta del papa ai giovani belgi, sta nel fatto che questo atteggiamento è ancora vivo e possibile in ognuno di noi oggi. Ancora oggi, come mille anni fa, possiamo infatti brandire la Verità per asservirla ai nostri scopi eliminando coloro che intralciano, con la loro semplice presenza, la nostra strada. Ciò non accade solo nelle grandi questioni religiose e politiche, ma accade molto più spesso tra le mura di casa, nell’educazione dei figli, nelle dinamiche della stessa comunità cristiana. Ogni volta che noi evitiamo all’altro di “fare esperienza”, di “fare la propria strada”, imponendogli la nostra strada e le nostre scoperte, noi – di fatto – impugniamo la Verità e la brandiamo contro le persone che diciamo di amare e che vorremmo servire. Dio non si preoccupa di gestire la nostra libertà evitandoci un cammino attraverso le circostanze della vita. Dio, in ogni istante, si impegna a provocare il nostro Io, riaprendo tutta la ferita del nostro cuore, mostrandoci per che cosa siamo fatti in modo da ridestare in noi la domanda del vero, la domanda dell’Infinito.

È questo il senso e il valore della nostra testimonianza: non spiegare agli altri, trionfalisticamente, come devono comportarsi, ma porre loro dinnanzi dei fatti che possano riaprire tutta la ferita del loro cuore rimettendo in moto il loro cammino dentro l’esistenza. Altrimenti, come i crociati, potremmo anche vincere un sacco di battaglie e imporre agli uomini un sacco di Verità, ma – a lungo andare – la terra che noi chiamiamo Santa – i nostri figli, il nostro paese, i nostri amici, il nostro amore – tornerà nelle mani dei nemici. Quei nemici che il papa ci aiuta a riconoscere non “negli eserciti avversari”, ma nelle delicatissime fibre del nostro stesso cuore.



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COMMENTI
31/07/2014 - Le Crociate furono cosa buona e giusta! (Gianbattista Pasinetti)

Nessuno di noi sarebbe qui a commentare questo articolo e Don Pichetto non avrebbe mai potuto scriverlo senza Le Crociate, senza Giovanni d'Austria e la Santa Alleanza a Lepanto, senza l'impresa del Beato D'Aviano e Jan Sobieski nel 1683. Dovremmo avere più rispetto per la nostra storia e soprattutto studiarla. Adesso i Cristiani vengono martirizzati che nemmeno nel primo secolo son riusciti a far di peggio! Questo perché? Perché l'occidente scristianizzato e pavido non ha più nemmeno la forza per alzare la voce contro le tragedie perpetrate dai fondamentalisti islamici in Iraq, in Siria, in Nigeria, in Sud Sudan, in Pakistan e altrove.. Avessimo ancora un minimo spirito di Crociata! Ovviamente i politici sono quelli che ci meritiamo.

 
08/04/2014 - Che tristezza! (Carla D'Agostino Ungaretti)

Con grande tristezza devo constatare, per l'ennesima volta, che le parole di Papa Francesco si prestano ad ambiguità. Perché questo non è mai successo con i precedenti Papi? Lui sicuramente si riferiva alla connotazione negativa che ha assunto oggi il termine "crociata", ma - come hanno dimostrato illustri storici del Medioevo, da Cardini a Le Goff - le vere Crociate furono mosse da sincera fede e dal vero desiderio di conservare al Cristianesimo i luoghi di Cristo. Se poi esse subirono alcune degenerazioni, questo è tutt'altro discorso. Ma non dimentichiamo che i Papi investirono in esse la propria credibilità e un Re di Francia, crociato, fu canonizzato.

 
07/04/2014 - c'è impugnare e impugnare (Flavio Dal Corso)

Una sola osservazione. l'impugnare usato nel catechismo di Pio X per definire uno dei peccati contro lo Spirito Santo (impugnare la verità conosciuta) ha un significato totalmente diverso da quello assunto nell'artico, dove viene assimilato a "impugnare un'arma". Lo Zingarelli lo riporta come secondo significato (dopo quello più usuale di "tenere in pugno"), come voce dotta e arcaica (anche il catechismo di Pio X lo è), e fatto derivare dal latino in e pugnare cioè "combattere contro". E' ancora di uso corrente come termine giuridico (impugnare una sentenza). Quindi la conclusione che le crociate siano un peccato contro lo Spirito Santo è una fantasiosa interpretazione dell'autore, nella quale vedo che anche qualche lettore è acriticamente caduto. Senza entrare in troppi dettagli, rispetto ai quali posso essere assolutamente d'accordo con l'autore, e convenire che la richiesta di perdono era ben dovuta, io direi che la colpa originale delle crociate è di aver tradito (e di averlo fatto molto presto) il loro carattere originale di intervento difensivo. Cosa, peraltro, molto comune nella storia delle guerre (o forse pensiamo che i crimini nella II guerra mondiale li abbiano commessi solo i nazisti?).

 
07/04/2014 - Il mio cuore è con la Chiesa. (claudia mazzola)

La miglior cosa da farsi? Obbedire ora e sempre al Papa.

 
07/04/2014 - e sbugiardiamo anche SAN Francesco.... (Marco Voli)

Il quale al Sultano disse che Cristo ci aveva insegnato a temere più chi ha il potere di far morire l'anima più di colui che può uccidere il corpo, per cui era giusto combattere con la spada lui (il sultano) che con la spada voleva separarci da Cristo. Che io sappia la possibilità di convertire con la forza è sempre stata rigettata dal Magistero, mentre è dottrina indiscussa nell'islam.

 
07/04/2014 - commento (francesco taddei)

prima si scagliano contro il relativismo e le sue degenerazioni, poi fanno il festival delle religioni senza neanche farci sapere la differenza. allora che pretendono?

 
07/04/2014 - Crociate no, ma... (Giuseppe Crippa)

Non sono certo in grado di giudicare se la mia coscienza sia retta ma avuta notizia che alcune migliaia di miliziani stanno combattendo in Siria per difendere i cristiani che vivono là e che tra di essi sono presenti una ventina di volontari europei (http://www.ilgiornale.it/news/esteri/milizie-cristiane-campo-siria-984738.html) non nascondo la mia ammirazione per il loro coraggio ed il loro sacrificio.

 
07/04/2014 - Amore e violenza (Giorgio Antonaci)

Le Crociate integrano la fattispecie di un peccato contro lo Spirito Santo: l'eterno Padre non lo perdona. Gli stessi papi promossero quelle "guerre sante" per proteggere i cristiani, ma perseguitando i musulmani. Non era, e non è, questo il "mandato evangelico di Cristo che, inviando i suoi discepoli a battezzare tutte le nazioni della terra, non aveva certamente in mente di farlo "con la forza": esso è, anzi, il motivo che ha indotto i papi contemporanei a scusarsi. In altre parole, non pretendiamo di difendere le missioni, tempio di amore, con la violenza e il terrore. E allora canonizziamo i nostri martiri, eroi della nostra fede, e calpestiamo le orme di Papa Francesco che ci invita, attraverso l'inquadramento e la ricostruzione storica di padre Pichetto, a impegnarci nella nuova evangelizzazione senza dimenticare il cuore. Seguiamo la nostra coscienza retta, che non si lascerà corrompere dall'asservimento della Verità, e applichiamo i suoi suggerimenti di serena obiettività e costruttiva spiritualità a ogni nostro rapporto politico, religioso e domestico, senza imporre la nostra esperienza, ma concordandone, e convivendone, una nuova, comunitaria. Giorgio.

 
07/04/2014 - commento (francesco taddei)

dopo secoli la chiesa ha chiesto scusa per aver difeso i cristiani della terra santa dalle violenze dei musulmani. oggi i cristiani sono perseguitati e nessuno li aiuta.