BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

PAPA/ Quei cattolici pronti alle "crociate" che dimenticano il cuore

"Se tu vai con la tua fede come una bandiera, come le crociate, e vai a fare proselitismo, quello non va". FEDERICO PICHETTO commenta le parole di papa Francesco

Papa Francesco (Infophoto)Papa Francesco (Infophoto)

Non c’era nessuna intenzione di tipo storico nelle parole del papa, eppure è bastato che Francesco parlasse delle crociate per riaprire un’antica polemica. Il contesto dell’intervento era quello di un dialogo-intervista con alcuni giovani belgi, nel quale il Pontefice – parlando della missione di ogni cristiano – ha esortato i presenti a testimoniare la fede “con semplicità. Perché se tu vai con la tua fede come una bandiera, come le crociate, e vai a fare proselitismo, quello non va”.

Negli ultimi vent’anni in diverse occasioni i Papi hanno riconosciuto nella storia della Chiesa delle inadeguatezze, degli errori, dei veri e propri peccati. Francesco non si è preoccupato di spiegare o di fare un’analisi storica sulle crociate, si è semplicemente limitato a citare un esempio di “evangelizzazione” che ormai – nella mente di tutti – ha assunto una valenza negativa. Le crociate, effettivamente, sono state un fenomeno contraddittorio, antinomico, rispetto alla fede. Nelle crociate l’interesse della nascente civiltà borghese per il denaro e per il potere ha dimostrato di poter asservire ai propri scopi anche il più puro afflato religioso, piegandolo alle convenienze di mercanti ed eserciti, senza alcun rispetto per le persone, in un disegno di liberazione che fu – senza alcun dubbio – un disegno di potere. Le crociate – insomma – rappresentano un travisamento indiscutibile sia dell’ideale cavalleresco medioevale sia del mandato evangelico di Cristo che, inviando i suoi discepoli a battezzare tutte le nazioni della terra, non aveva certamente in mente di farlo con la forza.

L’uomo, come sempre, ci ha messo del suo. Così, al di là della vicenda storica, le crociate esprimono la tentazione di “impugnare la verità” per brandirla in un'autentica battaglia di liberazione, un peccato questo che il Catechismo di san Pio X iscrive fra quelli “contro lo Spirito Santo”, e che non può essere giustificato dal fatto che furono i Papi a chiamare i cristiani all'azione: il loro tentativo di educare il popolo ad una rinnovata passione per il mondo e per Cristo, infatti, fu declinato dagli uomini con le coordinate del proprio tempo, producendo – in realtà – l’occasione per un vero abominio. Questo riaccade nella storia ogni qual volta che ci crediamo padroni della Verità riducendola ad un’idea, ad una “cosa” da promuovere e da proteggere, arrogandoci il diritto di esserne gli unici custodi e gli unici interpreti fino al punto di perdere il legame vitale con quella stessa Verità che vorremmo difendere.

Il risultato di questa posizione è quello di ritrovarci “padroni e maestri” di una relazione che ci chiama ad essere “servi e figli”, chiudendo ogni apertura del nostro cuore all’imprevisto, alla Presenza stessa di Cristo che – per essere colta – non ha bisogno solo della nostra libertà, ma anche di tanta, tantissima, umiltà.


COMMENTI
31/07/2014 - Le Crociate furono cosa buona e giusta! (Gianbattista Pasinetti)

Nessuno di noi sarebbe qui a commentare questo articolo e Don Pichetto non avrebbe mai potuto scriverlo senza Le Crociate, senza Giovanni d'Austria e la Santa Alleanza a Lepanto, senza l'impresa del Beato D'Aviano e Jan Sobieski nel 1683. Dovremmo avere più rispetto per la nostra storia e soprattutto studiarla. Adesso i Cristiani vengono martirizzati che nemmeno nel primo secolo son riusciti a far di peggio! Questo perché? Perché l'occidente scristianizzato e pavido non ha più nemmeno la forza per alzare la voce contro le tragedie perpetrate dai fondamentalisti islamici in Iraq, in Siria, in Nigeria, in Sud Sudan, in Pakistan e altrove.. Avessimo ancora un minimo spirito di Crociata! Ovviamente i politici sono quelli che ci meritiamo.

 
08/04/2014 - Che tristezza! (Carla D'Agostino Ungaretti)

Con grande tristezza devo constatare, per l'ennesima volta, che le parole di Papa Francesco si prestano ad ambiguità. Perché questo non è mai successo con i precedenti Papi? Lui sicuramente si riferiva alla connotazione negativa che ha assunto oggi il termine "crociata", ma - come hanno dimostrato illustri storici del Medioevo, da Cardini a Le Goff - le vere Crociate furono mosse da sincera fede e dal vero desiderio di conservare al Cristianesimo i luoghi di Cristo. Se poi esse subirono alcune degenerazioni, questo è tutt'altro discorso. Ma non dimentichiamo che i Papi investirono in esse la propria credibilità e un Re di Francia, crociato, fu canonizzato.

 
07/04/2014 - c'è impugnare e impugnare (Flavio Dal Corso)

Una sola osservazione. l'impugnare usato nel catechismo di Pio X per definire uno dei peccati contro lo Spirito Santo (impugnare la verità conosciuta) ha un significato totalmente diverso da quello assunto nell'artico, dove viene assimilato a "impugnare un'arma". Lo Zingarelli lo riporta come secondo significato (dopo quello più usuale di "tenere in pugno"), come voce dotta e arcaica (anche il catechismo di Pio X lo è), e fatto derivare dal latino in e pugnare cioè "combattere contro". E' ancora di uso corrente come termine giuridico (impugnare una sentenza). Quindi la conclusione che le crociate siano un peccato contro lo Spirito Santo è una fantasiosa interpretazione dell'autore, nella quale vedo che anche qualche lettore è acriticamente caduto. Senza entrare in troppi dettagli, rispetto ai quali posso essere assolutamente d'accordo con l'autore, e convenire che la richiesta di perdono era ben dovuta, io direi che la colpa originale delle crociate è di aver tradito (e di averlo fatto molto presto) il loro carattere originale di intervento difensivo. Cosa, peraltro, molto comune nella storia delle guerre (o forse pensiamo che i crimini nella II guerra mondiale li abbiano commessi solo i nazisti?).

 
07/04/2014 - Il mio cuore è con la Chiesa. (claudia mazzola)

La miglior cosa da farsi? Obbedire ora e sempre al Papa.

 
07/04/2014 - e sbugiardiamo anche SAN Francesco.... (Marco Voli)

Il quale al Sultano disse che Cristo ci aveva insegnato a temere più chi ha il potere di far morire l'anima più di colui che può uccidere il corpo, per cui era giusto combattere con la spada lui (il sultano) che con la spada voleva separarci da Cristo. Che io sappia la possibilità di convertire con la forza è sempre stata rigettata dal Magistero, mentre è dottrina indiscussa nell'islam.

 
07/04/2014 - commento (francesco taddei)

prima si scagliano contro il relativismo e le sue degenerazioni, poi fanno il festival delle religioni senza neanche farci sapere la differenza. allora che pretendono?

 
07/04/2014 - Crociate no, ma... (Giuseppe Crippa)

Non sono certo in grado di giudicare se la mia coscienza sia retta ma avuta notizia che alcune migliaia di miliziani stanno combattendo in Siria per difendere i cristiani che vivono là e che tra di essi sono presenti una ventina di volontari europei (http://www.ilgiornale.it/news/esteri/milizie-cristiane-campo-siria-984738.html) non nascondo la mia ammirazione per il loro coraggio ed il loro sacrificio.

 
07/04/2014 - Amore e violenza (Giorgio Antonaci)

Le Crociate integrano la fattispecie di un peccato contro lo Spirito Santo: l'eterno Padre non lo perdona. Gli stessi papi promossero quelle "guerre sante" per proteggere i cristiani, ma perseguitando i musulmani. Non era, e non è, questo il "mandato evangelico di Cristo che, inviando i suoi discepoli a battezzare tutte le nazioni della terra, non aveva certamente in mente di farlo "con la forza": esso è, anzi, il motivo che ha indotto i papi contemporanei a scusarsi. In altre parole, non pretendiamo di difendere le missioni, tempio di amore, con la violenza e il terrore. E allora canonizziamo i nostri martiri, eroi della nostra fede, e calpestiamo le orme di Papa Francesco che ci invita, attraverso l'inquadramento e la ricostruzione storica di padre Pichetto, a impegnarci nella nuova evangelizzazione senza dimenticare il cuore. Seguiamo la nostra coscienza retta, che non si lascerà corrompere dall'asservimento della Verità, e applichiamo i suoi suggerimenti di serena obiettività e costruttiva spiritualità a ogni nostro rapporto politico, religioso e domestico, senza imporre la nostra esperienza, ma concordandone, e convivendone, una nuova, comunitaria. Giorgio.

 
07/04/2014 - commento (francesco taddei)

dopo secoli la chiesa ha chiesto scusa per aver difeso i cristiani della terra santa dalle violenze dei musulmani. oggi i cristiani sono perseguitati e nessuno li aiuta.