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FILOMENA DI GENNARO/ Perché la ministra Pinotti non sta dalla parte delle donne?

Pubblicazione:martedì 8 aprile 2014 - Ultimo aggiornamento:martedì 8 aprile 2014, 18.23

Il ministro della Difesa Roberta Pinotti (Infophoto) Il ministro della Difesa Roberta Pinotti (Infophoto)

Tutto il can can e il bla bla sui reati di femminicidio, di stalking di cui i governi in successione si sono fatti portavoce, è  pura propaganda.

Ascoltate questa storia, resa nota, quando avrebbe già dovuto esserlo, dalla senatrice Manuela Repetti con un’interrogazione del novembre 2013 al ministero della Difesa. Si tratta del caso di Filomena Di Gennaro, vittima di tentato omicidio da parte dell’ex fidanzato. Nel 2006 stava frequentando un corso per diventare carabiniere, dopo aver vinto regolarmente un concorso, quando viene colpita da quattro colpi di pistola: polmoni perforati, mano e braccio spappolati, un proiettile sfiora l’aorta, un altro si conficca nella spina dorsale. La donna perde l’uso delle gambe. Capitolo giustizia numero uno: il criminale viene condannato a una pena di 11 anni e 4 mesi, due se li passa in custodia cautelare, e nel 2010, dopo soli 4 anni in totale, torna libero a tutti gli effetti.

Capitolo giustizia numero due: lei, viva per miracolo, salvata da un collega giovane tenente della Scuola dell’Arma, condannata alla sedia a rotelle, viene riformata ed esclusa dal servizio nei Carabinieri. Presenta domanda per passare ad un ruolo civile presso il ministero della Difesa, per far parte dell’Arma comunque, seguendo il suo sogno di ragazza, e avendo una laurea in psicologia chiede di poter svolgere un servizio di consulenza in quel ruolo. Questo avveniva nel 2008. Il ministero risponde picche. Il ricorso al Tar non ottiene esito positivo.

Dopo sei anni, si chiede che la politica riporti all’attenzione il caso. La Difesa risponde, per bocca della gentile neoministra Roberta Pinotti. E’ appena arrivata, non ha contezza né responsabilità alcuna, ma è una donna,  e pure di sinistra, sicuramente è sensibile e coinvolta. Bisognerebbe pubblicare la risposta scritta, che potete leggere  sul sito del Senato della Repubblica, nel fascicolo 38 “risposte scritte ad interrogazioni”, in data 30 marzo 2014. In brutale ma veridica sintesi: la signora in questione non era ancora militare (solo allieva…) e quindi non può “transitare” a ruoli civili. Le direttive, il Tar con sentenza numero eccetera, le normative vigenti eccetera; l’Arma è però vicina alla famiglia, che si è arricchita della nascita di due gemelli (nati dall’unione della stessa con il tenente che l’ha soccorsa e si è innamorato di lei), se la signora vuol fare la consulente esterna ben volentieri, naturalmente a titolo gratuito.

Riassumendo: carissima, se il suo ex l’ha colpita in modo tanto violento e devastante, non si rivolga a noi. Peccato, ma non scassi troppo i cabasisi, per dirla con Montalbano. Si è pure fatta due figli, ha trovato l’amore, quindi non sta poi tanto male. Abbiamo rispettato tutte le regole e i codicilli, non insista e soprattutto non si faccia rappresentare da una parlamentare di centrodestra, compagna di un senatore colluso con Berlusconi, che ne capiscono questi di rispetto delle donne.


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COMMENTI
08/04/2014 - Il populismo è vivo e lotta insieme a noi... (Franco Labella)

Capisco che essendo quello populista il virus più diffuso dopo quello influenzale sia difficile sottrarsi all'infezione. Penso però che proprio per il rispetto dovuto alla signora Di Gennaro, aspirante carabiniere e perciò, sicuramente, convinta assertrice della necessità del rispetto delle regole, un articolo così non andasse scritto. Perché scriverne nei termini espressi da Monica Mondo significa esasperare una aspettativa, sicuramente "legittima" per i moti dell'animo, decisamente meno legittima per l'applicazione delle norme. Anche perché se ci si fa contagiare dal virus si sa dove si comincia e non si sa dove si finisce. Ci provo anch'io a farmi contagiare dal virus: perché l'on. Repetti non destina il 50% della sua indennità parlamentare per il pagamento dell'onorario degli avvocati della signora Di Gennaro? Perché non rinuncia del tutto all'indennità e col ricavato finanzia borse di studio da destinare ai parenti di vittime del femminicidio? Meno male che lo spazio è finito.... altrimenti non so dove potrai arrivare con le proposte populiste... Magari riuscirei a far meglio persino di Mondo e Repetti..

RISPOSTA:

Capisco che parlare di populismo suoni bene, alternativo, ma non ritengo "populista" l'indignazione davanti a un'ingiustizia. Capisco che difendere una "convinta assertrice del rispetto delle regole" sia controcorrente e demodé, mentre l'offesa alla dott. Filomena Di Girolamo è tanto più grave quanto rivolta a una donna che voleva servire lo Stato e credeva in esso. Lei non aveva un'aspettativa più o meno "legittima": le norme ovviamente vanno applicate ai casi e alle persone, altrimenti la discrezionalità dei giudici non si capisce in cosa consisterebbe. E in questo caso bisognava e bisogna giudicare altrimenti. Quanto alla boutade finale: la carità e la giustizia appartengono a due ambiti diversi. Se anche qualsivoglia senatore rinunciasse alla propria indennità in favore di un soggetto ingiustamente trattato dallo Stato, questo non toglierebbe le responsabilità dello Stato. Noto poi un malcelato astio nei confronti di Manuela Repetti, che non conosco: forse sollevare un caso sepolto agli occhi della politica funziona solo se lo si fa da sinistra? Può indignarsi solo Grillo? Solo il Pd può schierarsi a difesa delle donne con slogan tipo "una donna in testa in ogni circoscrizione per le Europee?" Sì, ci sono virus contagiosi in giro. Portano ad inchinarsi a leggi sganciate dagli uomini, elevate a deità assolute. Sottomettersi ad esse senza ragionare porterebbe a soluzione tutti i mali del mondo. Questo sì che è populismo vero. MM

 
08/04/2014 - commento (francesco taddei)

con la solita solfa del "dobbiamo essere tutti più buoni" che ogni anno ci rifilano preti cardinali e papi ecco l'occasione per i politici moderati e garantisti di fare leggi talmente irrisorie da rendere conveniente il delinquere. mettiamoci pure l'indulto e la depenalizzazione. a che serve l'amnistia se un tentato omicidio sta fuori dopo "solo 4 anni"?