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SANTO DEL GIORNO/ Il 1° maggio si celebra il profeta San Geremia

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Il giorno 1 maggio di ogni anno la Chiesa Cattolica ricorda alcuni personaggi che hanno contribuito in maniera eccezionale affinché il verbo, i comandamenti e la misericordia del Signore potesse arrivare a tutte le persone che popolano il creato. Tra questi c’è anche San Geremia, profeta vissuto nella Giudea nel corso del VI secolo prima della nascita di Gesù Cristo. Il nome di Geremia nell’antica lingua ebraica significa “Esaltazione del Signore” e stando ai documenti in possesso degli storici, egli è vissuto tra il 650 avanti Cristo e il 586, anno nel quale viene ritenuto possa essere sopraggiunta la sua morte. In questo periodo, la Giudea stava attraversando una fase abbastanza prospera anche grazie alla sapiente guida del re Giosia. In quel tempo il profeta Geremia che in seguito la Chiesa Cristiana proclamerà santo, predicava affinché il popolo di Dio tornasse a seguire i comandamenti e la volontà del Signore. Secondo la profezia di Geremia qualora questo fosse stato disatteso, su tutta la Giudea sarebbe gravata una grande minaccia che lui indicava nella venuta di popoli invasori del Nord e nello specifico nell’attacco armato del popolo dei Babilonesi che in quel tempo era guidato da re Nabucodonosor II. Una profezia che per i contemporanei di Geremia era vista come una sorta di maledizione in quanto non ci fossero le basi per credere che effettivamente i Babilonesi potessero avere in animo l’ardire di attaccare il Regno di Giuda. Per questo, Geremia non era visto di buon occhio dai giudei, alcuni dei quali organizzarono dei veri e proprio attentati per ucciderlo e quindi metterlo a tacere una volta per tutte. Attentati che fallirono tutti. Geremia, stando a quanto riportato nel suo stesso libro autobiografico, era un sacerdote presso il villaggio di Anatoth. Seppur non si anno notizia sulla data della sua nascita si conosce con precisione l’anno nel quale egli ebbe la vocazione ed ossia il 626. Inoltre, lo stesso Geremia parla del suo desiderio di prendere in sposa una donna di cui lui era follemente innamorato e di come questo non fu possibile per espressa volontà del Signore. Egli stesso si dipinse come uomo piuttosto solitario, la cui vita era continuamente in pericolo anche in ragione del fatto che con il proprie profezie entrò in conflitto con le famiglie potenti dell’epoca e in particolar modo il Re che poco digeriva il tono disfattista dei propri discorsi. Geremia fu scarsamente preso in considerazione soprattutto perché prediceva l’ormai imminente attacco del popolo babilonese e che l’unica salvezza per il popolo fosse quello di sottostare al loro volere e pagare le tasse che gli venivano richieste. La sua parola non viene ascoltata neppure nel momento in cui i Babilonesi cinsero d’assedio la città di Gerusalemme ed anzi venne rinchiuso in una profonda cisterna affinché i soldati non potessero essere demoralizzati dalle sue parole. Tuttavia Nabucodonosor II vinse facilmente la propria battaglia il che diede vita ad un periodo particolarmente difficile per il popolo israelita. Venne distrutto il tempio presente nella città di Gerusalemme, tutti i nobili vennero deportati a Babilonia per servire il loro nuovo padrone mentre per il resto del popolo ci fu l’esilio. Questo periodo prese il nome di cattività babilonese.



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