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FILE ROUGE/ L'Earth Day, la morte di Ayrton Senna e Genny a' Carogna: cosa li accomuna?

Pubblicazione:domenica 11 maggio 2014

Senna (onfophoto) Senna (onfophoto)

La tragedia del genere umano sta per giungere al suo compimento, proprio con la desertificazione, il degrado, la reale morte della terra. E' la terra la madre di ciascuno di noi, la terra singola, la terra da cui siamo nati, la terra che camminiamo, la terra su cui ci adagiamo, (...) la terra su cui facciamo l'amore".

Credo di non sbagliare dicendo che queste parole potrebbero essere il manifesto perenne dell'Earth Day, nel loro esprimere il valore di cultura e coltura che, come ricorda Veronelli, hanno significativamente etimologia comune. E grande fiducia Veronelli nutre nei giovani. Coloro che possono essere i "catalizzatori della riscossa", sovvertendo un sistema che evidenzia ogni giorno di più i suoi limiti. "Giovani - esclama con forza Veronelli - ponetevi in modo critico di fronte al progetto di globalizzazione (...) Progetto che implica il ritorno di ciascuno che non abbia capitale alla schiavitù". E il collegamento con Senna, il leggendario campione di Formula Uno di cui tanto si è parlato in questi giorni, è proprio legato al tema della morale.

"A un ragazzo che comincia - afferma Ayrton in Senna Vero di Carlo Cavicchi - direi: sii sincero. Se lo fai per denaro o per metterti in mostra, abbandona. Se sarai bravo il denaro verrà in seguito, ma per prima cosa devi essere certo della tua passione. Impara dagli altri, ma cerca di essere tu il tuo migliore insegnante. Infine cerca di restare sempre onesto". Ecco allora le parole chiave: sincerità, onestà, fiducia. Ripartendo dai valori e dall'uomo, probabilmente non avremmo bisogno di celebrare una giornata della Terra una volta all'anno, ma tramuteremmo questa consapevolezza nei nostri comportamenti quotidiani in tema di uso intelligente delle risorse, di valorizzazione del territorio ma anche, e soprattutto, di rispetto dell'altro. E in questo caso mi riferisco, ovviamente, alla violenza di cui siamo stati spettatori recentemente e per l'ennesima volta in una serata che doveva essere festa dello sport e dei principi che lo ispirano e che diventano leggendari, quando non epici, quando sono interpretati da un campione che li spinge al limite, pagando il prezzo più alto, quello della sua vita come accaduto a Senna.

"Ho lavorato, mi sono impegnato, ho stretto i denti perché volevo comunque farcela" ricorda Senna. "Assunzione di responsabilità - fa da contraltare Veronelli - , rifiuto della violenza, rispetto dell'altro, disobbedienza (alle leggi inique, ndr), massima espressione dell'ordine, sono i principi cui ho cercato di attenermi in ogni mia azione e iniziativa, ben conscio che la libertà altrui è l'unica, possibile garanzia della propria". Sono passati pochi anni da quando questi due grandi uomini se ne sono andati. E la loro grandezza risuona ancora nella modernità ed estrema attualità delle loro parole e del loro modo di viverle.

La parola ai giovani, adesso. 



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