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Cronaca

CASO GALANTINO/ Quando i "valori non negoziabili" diventano ideologia

È polemica su una risposta di mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della Cei, data al Qn a proposito dei cosiddetti "valori non negoziabili". Il commento di MAURO LEONARDI

Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei (Immagine d'archivio)Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei (Immagine d'archivio)

In un'intervista al Qn del 12 maggio, a una domanda riguardante i "valori non negoziabili" ("Negli anni scorsi la Cei ha investito molto sui valori non negoziabili (vita, famiglia, educazione). Il Papa non ha a cuore questa espressione, anche lei?"), mons. Nunzio Galantino risponde: "Pensiamo alla sacralità della vita. In passato ci siamo concentrati esclusivamente sul no all’aborto e all’eutanasia. Non può essere così, in mezzo c’è l’esistenza che si sviluppa. Io non mi identifico con i visi inespressivi di chi recita il rosario fuori dalle cliniche, che praticano l’interruzione della gravidanza, ma con quei giovani che sono contrari a questa pratica e lottano per la qualità delle persone, per il loro diritto alla salute, al lavoro".

L'intervista, che sta facendo parlare tanto di sé, ha un solo difetto, ed è l'aggettivo "inespressivo" accostato a "volto". Ogni volto parla, ogni viso esprime. Sono sicuro che don Nunzio sottoscriverebbe queste mie parole. Ma per il resto sono io che sottoscrivo le sue - quelle dell'intervista - a due mani, a doppia mandata. E al cento per cento. Soprattutto sono un po' stanco delle polemiche, che a me sembrano un po' pretestuose, su "i valori non negoziabili". Ci sono delle parole che hanno una consistenza. Valori non negoziabili è una di queste, anzi due e vogliono dire "pietra". 

Di una pietra si può fare una pietra angolare, cioè qualcosa di fondante, qualcosa che ci costruisci sopra qualcosa di importante, qualcosa che non vuoi che crolli perché lì dentro ci metterai la tua vita, ci poggerai le cose e le persone più importanti per te, oppure di una pietra si può fare un muro. Non un muro di sostegno però: un muro di muro. Di quelli che tolgono la visuale e non fanno capire cosa succede al di là, che creano gli steccati mentali, quelli del dentro e del fuori. I "valori non negoziabili" cosa sono? Anzi, cosa li stiamo facendo diventare? Sono dei principi del nostro credere e vivere, o li stiamo facendo diventare un muro che ci divide dagli altri e non ce li fa più vedere? 

Una delle caratteristiche del matrimonio è l'indissolubilità, ma un matrimonio non è solo indissolubilità, è vita. Due persone quando si sposano devono saperlo che il matrimonio è indissolubile, ne devono parlare, ragionare, ci devono fare sopra il corso prematrimoniale, ma poi si sposano. E vivono. Che non vuol dire che l'indissolubilità se la mettono alle spalle ma che, siccome è qualcosa che c'è, non si sta tutto il giorno a parlarne come si faceva quando si era fidanzati. 


COMMENTI
28/05/2014 - Ma chi è ideologico veramente? (Matteo Salvetti)

Caro Mauro Leonardi, per te difendere la vita è ideologia? Difendere chi viene massacrato prima della nascita è ideologia? E se fossero ancora gli Ebrei a morire nei campi di sterminio diresti che è ideologia difenderli? o dici che è ideologia difendere i nascituri perché al mondo di oggi danno fastidio quelli che li difendono? E' incredibile come riusciate a far sembrare cattivi quelli che lottano per la vita e buoni quelli che l'ammazzano: incredibile veramente. Lo diceva Gesù: "Siete veramente abili a sostituire i comandamenti di Dio con la vostra tradizione". Ma caro amico, sta pur certo che le idee a Dio non le confondi. Ti conviene guardare bene la realtà di ciò che fai prima delle parole con cui la mascheri: se ami la persona umana calpestata e il comandamento di Dio che la difende, o se ami il posto al sole sulla piazza del mondo. Del resto, per buona pace di tutti e anche tua, la Chiesa ha definito questi valori "non negoziabili" (l'espressione così 'ideologica' è del cardinale Ratzinger) come verità immutabili, dogmatiche, sancite infallibilmente nell'Enciclica Evangelium Vitae del Santo Giovanni Paolo II: non potranno mai essere cambiate. E anche Papa Francesco le ha confermate. Perchè Dio non cambia. E della sua legge morale non muterà neppure uno iota fino alla fine del mondo. Anche se Gli diranno che è ideologico. Se poi Gli dici che è una pietra, allora ti risponderà che è la Pietra Angolare. E chi prova ad andargli addosso ...

RISPOSTA:

Caro Matteo, se hai la pazienza di scrollare verso il basso troverai un commento in cui racconto qualcosa di me. Per il resto, ti rispondo con una domanda: se io con il mio blog Come Gesù (è parecchio frequentato, t'assicuro) organizzassi in P.za san Pietro un rosario di riparazione per quei cattolici italiani che lacerano la chiesa criticando il Segretario della Cei (uomo voluto direttamente dal Papa) non farei forse un uso ideologico del Rosario? Ciao e grazie dell'interesse per quanto scrivo. ML

 
17/05/2014 - frasi infelici (enrico pagano)

chi voleva irridere ? i volti inespressivi dei preganti, l'insostituibile efficacia della preghiera o una parte fondamentale del Magistero della Chiesa ? Comunque ci si voglia porre al cospetto di queste sconcertanti dichiarazioni, ad esse dovrebbero seguire le scuse e, probabilmente, le dimissioni.

 
16/05/2014 - Una domandina (gabriella meroni)

Vorrei chiedere ai critici di mons. Galantino: se qualcuno avesse criticato allo stesso modo un Ruini o un Benedetto XVI, non avreste risposto "sono i nostri pastori, seguili invece di anteporre la tua opinione". Ecco, mi verrebbe di fare la stessa domanda a voi adesso...

 
15/05/2014 - A proposito di Mons Galantino (Italo Amitrano)

No mi sorprende scoprire che che anche Mons. Galantino, come tanti sacerdoti che ho conosciuto non ha molta simpatia per la preghiera del Rosario (alcuni la considerano un inutile e monotono blaterare) : l'"espressività" del volto dell'ineffabile monsignore tradisce alcuni aspetti della sua personalità che mi inquietano profondamente e mi pongono interrogativi di non poco conto sul presente di una Chiesa solo in apparenza trionfante.

 
15/05/2014 - APRIRE LE PORTE (Paola Baratta)

Rimango sinceramente allibita da tante chiusure in seno al mondo cattolico e proprio a poche settimane dalla santificazione di due Papi che di muri ne hanno fatti cadere tanti. Sono colta da una profonda amarezza. Non solo come cristiana, ma anche come cittadina. Come cristiana e insegnante vi dico che fa esperienza di un educatore anche mediocre che per attirare ai valori bisogna sforzarsi di farli vedere nella loro bellezza. Esattamente come ha scritto qui don Mauro. Veramente mi spaventa questa alzata di scudi verso Mons. Galantino che, d'accordo, ha usato un'espressione infelice, ma il senso del suo discorso era molto chiaro e francamente non poteva essere frainteso. ascoltare, coinvolgersi, non limitarsi a pregare e basta, ma fare qualcosa per migliorare la situazione. Mi sembra un discorso talmente di buon senso… Finisco con una citazione che esprime meglio di quanto sappia fare quello che io penso: "Spesso nella nostra chiesa ci collochiamo al di sopra degli altri. Ci comportiamo come se conoscessimo perfettamente Dio e lo avessimo sperimentato. Perciò vorremmo convertire gli altri. Ma questa genera solo opposizione" (A. Grun). Don Mauro ha scritto un bellissimo articolo che condivido in toto.

 
15/05/2014 - Risposta (Mauro Leonardi)

Io sono un prete che da 25 anni cerca di dire 3 rosari al giorno, fa un'ora di orazione al giorno, celebra la Messa tutti i giorni (a volte più di una volta, e qualche volta anche in latino "rito ordinario"). Aggiungo anche che seguo diverse monache di clausura (clarisse, carmelitane). Passo parecchie ore della mia giornata a confessare e diverse volte ho aiutato a non abortire: qualche volta ci sono riuscito, qualche volta no. Ho quindi una discreta "esperienza pastorale" e ho immaginato che la vita di don Nunzio sia simile alla mia. Da questa prospettiva il fatto che lui dica, oltre che puntare ai valori non negoziabili, puntiamo anche all'esistenza che si sviluppa, mi convince. Perché so che in Italia ci sono il doppio o il triplo delle donne in età fertile che non hanno figli rispetto a USA e Francia e questo è dovuto non a mancanza di idee chiare ma al mercato del lavoro precario, all'assenza di politiche sociali adeguate, al fatto che si passano molti anni a studiare e si raccolgono i primi frutti di tanti sforzi molto tardi. Non sono io - prete - a dover pensare a queste cose. Io devo dire rosari, celebrare, confessare, ecc. ecc. ma la CEI non pensa solo ai preti. Pensa ai laici. Il discorso di Galantino mi è sembrato in questa linea e mi sembra lecito che cambiando i timonieri si cambi una linea: cioè si dia più importanza ad una cosa che a un'altra. Oltretutto io ho detto che con i valori negoziabili bisogna costrure ponti e non barriere. Grazie.

 
15/05/2014 - Galantino, Leonardi e Pareto (Giuseppe Crippa)

Certamente mons. Galantino, ma forse anche don Mauro, non conoscono il diagramma di Pareto (si tratta di uno strumento di valutazione dei problemi molto in uso nelle fabbriche). Funziona così: si elencano tutti i problemi relativi ad una macchina, li si pesa in termini percentuali e poi si aggrediscono PRIMA i più gravi e poi gli altri. Mons. Galantino paragona aborto ed eutanasia al diritto alla salute ed al lavoro e mostra chiaramente di preferire questi ultimi. Ed in più dimentica totalmente il valore della pace. Io preferisco farmi guidare nella valutazione dei problemi da Madre Teresa, che disse: “La pace oggi è minacciata dall'aborto, che è una guerra diretta, un'uccisione compiuta dalla stessa madre. Anche il bambino non ancora nato è nelle mani di Dio. L'aborto è il peggior male e il peggior distruttore della pace…”

 
15/05/2014 - l'aggettivo è importante (nicola mastronardi)

Non voglio spiegare al Segretario della Cei cosa debba o non debba fare. Infatti sono tra quelli che si è schierato contro chi ha fatto degli appelli al Papa su come comportarsi rispetto ai Valori Non Negoziabili. Ma l'aggettivo che si usa è importante, perché in uno che recita il Rosario non c'è nessun viso "inespressivo", ma c'è la speranza e il desiderio che un Altro per intecessione di Maria ti ascolti. A me questo lo ricorda il viso di mia madre.

 
15/05/2014 - allenatore (paolo canti)

Sono tra quelli a cui le parole di Mons Galantino non sono affatto piaciute e rimango dell'idea che siano quantomeno fuori luogo. Detto questo la posizione di don Leonardi è sicuramente interessante e condivisibile e aiuta a valorizzare una espressione sicuramente infelice. Quanto al paragone calcistico è sicuramente interessante e calzante, ma quello che distingue un buon allenatore da uno mediocre è come sa valorizzare ed inserirsi in quello che c'è, le "furie iconoclaste" provocano solo macerie, l'esercizio di una paternità e di una correzione fraterna costruiscono perché non azzerano e non mortificano nessuno. Spero di ritrovare presto questo in Mons Galantino.

 
15/05/2014 - perle (marco nocetti)

Ringrazio di cuore don Mauro per le perle di saggezza teologica che ci ha regalato, tipo: “l’indissolubilità è nella minestra”. Lo ringrazio anche perché conviene che: “Ogni tanto, certo, se ne può riparlare”, troppo buono. Nella mia piccola esperienza di frequentatore di messe, catechesi ecc. (2-3 la settimana da 50 anni, diciamo 6-7.000), in realtà quell’ “OGNI TANTO” è stato un MAI, men che meno è stato quell’essersi: “concentrati esclusivamente sul no all’aborto e all’eutanasia” che mons. Galantino (e non solo lui) denuncia e teme nella sua infelice intervista. Evidentemente i suo preti sono già, da decenni, molto più avanti di lui nel ritenere che i principi non negoziabili siano materiale obsoleto. Spero che Qualcuno, al momento buono, chiederà loro conto di questo peccato di omissione.