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IL CASO/ Divorzio breve, un blitz FI-Pd dà l'ultimo calcio alla famiglia

Pubblicazione:venerdì 16 maggio 2014

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Con un iter veloce, com’è ormai abitudine consolidata nella Commissione giustizia, presieduta con un piglio deciso dall'On. Donatella Ferranti, è arrivato il primo sì al divorzio breve. Terminato l'esame degli emendamenti, l'attuale proposta normativa riduce il tempo della separazione da tre anni a 12 mesi, in caso di contenzioso. Ma se si tratta di una separazione consensuale i tempi si riducono ulteriormente a 6 mesi. E, cosa a mio avviso particolarmente importante, ai fini della riduzione del termine non si tiene conto della presenza di figli minori. Il M5S poi ha fatto di questo punto la propria battaglia in commissione, fosse dipeso da loro anche sei mesi sembravano troppi.

Anche nella legislatura precedente il disegno di legge era quasi arrivato in dirittura di arrivo e la Commissione aveva approvato un ddl che consentiva di divorziare più velocemente, ma mai in meno di un anno!, purché non ci fossero figli minori. Era evidente ieri, assai più di oggi, l'intenzione di tutelare i bambini. Perché non possiamo dimenticare che una famiglia unita resta il bene maggiore per i bambini e ogni crisi di famiglia lascia sempre qualche traccia nel carattere dei figli, nella loro capacità di porsi in relazione con gli altri, nella sicurezza con cui affrontano le difficoltà successive. La letteratura scientifica in tal senso è enorme e molte delle riflessioni educative elaborate in questi anni puntano a ridurre il danno che ogni separazione crea, quel lutto così difficile da rielaborare, uno strappo che anche molti anni dopo i bambini ricordano in modo doloroso.

Il matrimonio diventa sempre più un affare da grandi in cui i figli, se ci sono, rischiano di diventare semplici spettatori di un piccolo dramma domestico. E’ evidente l’ingiustizia che si compie nei loro confronti quando li si pone ai margini di decisioni fondamentali che li riguarderanno per tutta la vita: rispetto al trionfo dell’autonomia dei genitori il loro consenso, più o meno informato, non pesa infatti pressoché nulla. Riducendo il peso dei figli nel processo decisionale, dal momento che basta che i genitori trovino, sia pure tardivamente, un accordo tra di loro i genitori, il senso stesso della famiglia, il suo valore di soggetto sociale viene ulteriormente sminuito.

In commissione hanno votato a favore Pd, M5S, Sel e il co-relatore di Forza Italia Luca D'Alessandro, unico del suo gruppo presente in commissione. Il nuovo Centro destra ha votato contro, mentre alla seduta non erano presenti gli altri esponenti di FI, i deputati di Scelta civica, i Popolari per l'Italia e la Lega. Il governo si è rimesso alla commissione nel dare i pareri.


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COMMENTI
16/05/2014 - Brava Binetti! (Luigi PATRINI)

Cara onorevole, La ringrazio per l'impegno e l'attenzione che dedica a questi temi così importanti per i cattolici e - se non fossero così stoltamente ideologizzati da un becero anticlericalismo - anche per i "laici"! Purtroppo il mondo cattolico non ha la dovuta attenzione al comportamento che in aula hanno quanti sono sempre pronti a chiedere il loro voto, facendo poi quel che loro pare e piace. Di questo saremo un giorno costretti a rendere conto! Grazie, comunque e continui a tenere desta l'attenzione dei suoi colleghi.

 
16/05/2014 - Urge il voto (claudia mazzola)

Certo che era così urgente, per accapparrarsi i voti.