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IL CASO/ Chiara Rizzo, Matacena, Scajola? La galera farebbe meglio ai nostri moralisti

Amedeo Matacena a Dubai, la moglie Chiara Rizzo in un carcere francese in attesa di essere trasferita in Italia. E la gogna mediatica (e moralistica) nostrana. MONICA MONDO

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Amedeo Matacena, imprenditore ed ex parlamentare, parla da Dubai, dove è bloccato, a disposizione delle autorità, in attesa di stabilire se avverrà o no l'estradizione in Italia, per essere arrestato. Truffe, corruzione, e non è la prima volta. Ha già parlato più volte, alle telecamere delle nostre tv, e ancora ieri, giurando la sua estraneità alle accuse e l'assurdità delle accuse stesse, con relativi conti e traffici segreti. 

Gli fanno vedere una foto che lo ritrae con la moglie, Chiara Rizzo, attualmente in un carcere francese da dove sarà porta in Italia, la settimana prossima. È accusata di aver aiutato la fuga del marito. Che si commuove, e ne spiega i motivi: pensare a lei, così solare, che soffre di claustrofobia, che ha una vera mania per l'igiene, in una cella stretta, sporca… Fenomenologia del mostro: ma come, diranno i moralisti nostrani, ti beccano con le mani nel sacco, la tua signora favorisce la tua latitanza, insieme all'amico molto onorevole, e piagnucoli perché la consorte non ha un bagno all'altezza della villa in Costa Azzurra? 

Con la situazione delle patrie galere, non pare davvero il problema più grave ed urgente. Chiusa moraleggiante, appunto: gli sta bene marcire in carcere, a gente così, per scontare la boria, i soldi facili, le frequentazioni altolocate, e perfino la bellezza. Non di Matacena, che la fisiognomica non aiuta, ma della bella compagna sì. Il populismo può esultare, di questi tempi giustizia sociale è fatta, ne hanno messi dentro un bel po'. 

Il punto è che queste vergognose qualità, commendevoli per passare attraverso la cruna d'un ago, non sono reati. Né la ricchezza, né la presunzione, né la vanità. Sono reati la corruzione, l'associazione a delinquere. Ho seri dubbi che sia un reato, fuorché in Italia, il concorso esterno in associazione criminale. E ho non dubbi, ma la certezza che la custodia cautelare, o preventiva che dir si voglia, sia contraria al diritto e al rispetto della persona, tanto più se dura anni, e può essere occasione di abuso della magistratura, reiterandola di mesi e mesi. Per questo uno ha il terrore di presentarsi alla giustizia italiana. Per le condizioni del sistema carcerario, ci mancherebbe. Perché non sai quanto ti toccherà, e nemmeno perché, nel dettaglio. Per il giustizialismo serpeggiante, soprattutto se sei danaroso e potente. Capisco benissimo il disagio della signora Chiara Rizzo, la disperazione, come capisco quella di Genovese, e di Scajola. 

Non credo che siano socialmente pericolosi (manco Corona, lo è), ritengo che una custodia cautelare e il blocco totale dei beni sarebbero misure più che sufficienti, in attesa di verificare la loro colpevolezza. Sappiamo che le carte abbondano, e ci vorrà parecchio tempo a trasformarle in prove. 


COMMENTI
17/05/2014 - a proposito dei nuovi tintinnii di menette (Italo Amitrano)

Gli attori di quella infausta tragedia che sconvolse la Francia alla fine del ’700 (organi giudicanti e popolo inneggiante alla ghigliottina) sembrano avere molti emuli in questo nuovo capitolo del terrore giacobino. Mi chiedo: possibile che ancora non sia chiaro che esiste sempre un "Termidoro" ? I miei concittadini conoscono bene un proverbio circolante dopo l’occupazione napoleonica di Napoli: “Giuacchino (Murat) facette ‘a legge (morte per impiccagione) e Giuacchino murette appiso (impiccato). Anche voi, forcaioli, manettari, grillini, etc., meditate, meditate...

 
17/05/2014 - Dura lex sed lex (Giuseppe Crippa)

Concordo con quanto ha scritto, signora Mondo, ma non dimentichi che nel nostro paese il “concorso esterno” è reato perché così hanno deciso i nostri rappresentanti in Parlamento e che la custodia cautelare, anche nei termini brutali con cui viene purtroppo talvolta applicata, è possibile perche prevista da leggi anch’esse approvate dai nostri rappresentanti. Forse preferisce un sistema di governo diverso dalla democrazia rappresentativa? Se no, come penso, non le resta che esercitare meglio il suo diritto di voto quando le sarà possibile (cioè a partire dalla prossima settimana).