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SENTENZA GOOGLE/ Meglio il "diritto all'oblio" o le mani sporche di Pilato?

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Non mi interessa, come a molti contestatori della sentenza, che tu stia aprendo una via perché chiunque un domani possa «nascondere le proprie malefatte» appellandosi a questo presunto diritto. Mi interessa che queste malefatte, come quel bene che dimentichi di essere, sono carne e storia e sono parte essenziale del mistero con cui la storia si muove incontro al proprio fine. Voglio poterti odiare. O poterti perdonare. Voglio poter sperare su di te, sull'interezza di te, non su una tua parte. Voglio poter amare lo sbaglio che hai fatto, come amo lo sbaglio di Pilato, la sua vergogna, il fatto che – chissà – un istante prima di morire, abbia avuto la possibilità di dirsi: «Oh, cielo, come vorrei, quel giorno, aver conservato sporche le mie mani».

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