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IL PIANTO DI CERCI/ Se anche un pallone ci ricorda che siamo creature finite

Alessio Cerci in lacrime (Infophoto) Alessio Cerci in lacrime (Infophoto)

Liberi tutti di consolarti, e solo tu di rimanere inconsolabile. Piangi pure, Alessio: perché non è roba da uomini, stare di fronte a quelle lacrime: è roba da dèi. Da cieli che piovono lacrime. O almeno, come accadeva un tempo, da uomini tramortiti: «e tu, onore di pianti, Ettore, avrai».«Onore di pianti», non di pacche sulle spalle o di applausi. Chi paga, insomma, il pianto di Cerci, a cui fugge il pallone sul portiere?

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COMMENTI
20/05/2014 - La Bellezza infinita. (claudia mazzola)

Che bello quando sbagliamo e ci accorgiamo subito dell'abbraccio degli amici che è quello di Gesù che ci dice "anche se non servi a nulla io ti ho chiamato amico non servo!"