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SANTO DEL GIORNO/ Il 20 maggio si celebra San Bernardino da Siena

Il 20 maggio si festeggia San Bernardino da Siena, religioso appartenente all'Ordine dei Frati Minori, che è stato proclamato santo nel 1450 da papa Niccolò V.

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Il 20 maggio si festeggia San Bernardino da Siena, canonizzato nel 1450. Originario di Massa Marittima, Bernardino era nato nel 1380 da famiglia nobile, ma crebbe a Siena sotto la tutela di due zie dopo che, in giovane età, rimase orfano di entrambi i genitori. A Siena studiò, appassionandosi soprattutto di grammatica e successivamente seguì i corsi di giurisprudenza all'Università di Siena. Niente, in questo periodo, faceva presagire un suo interessa alla vita religiosa: le sue letture quotidiane erano di poesia profana, di filosofia e di diritto, mentre le letture bibliche non rientravano nei suoi argomenti preferiti. Il cambio di interesse si ebbe quando Bernardino aveva circa diciotto anni: entrò, infatti, nella Confraternita dei Disciplinati di Santa Maria della Scala, confraternita di flagellanti che si riuniva la notte nei sotterranei dell'ospedale di Siena. E fu proprio con i compagni della Confraternita che prestò servizio volontario in ospedale per l'assistenza agli appestati dell'epidemia del 1400. Per oltre quattro mesi aiutò i medici e gli infermieri, molti dei quali morirono avendo contratto anch'essi la peste. Bernardino, pur contagiato, riuscì a guarire e subito dopo essersi ripreso, iniziò a pensare di entrare in un ordine religioso. Un ruolo importante nella sua scelta fu probabilmente giocato dall'incontro con le parole di Vincenzo Ferrer, ascoltato durante una sua permanenza ad AlessandriaA ventidue anni abbracciò la regola francescana, visse tre anni presso il convento situato sopra il paese di Seggiano, a sud del Monte Amiata, dove si rispettava la Regola dell'Osservanza, ossia di assoluta povertà ed austerità, proprio come richiesto da San Francesco. Divenne sacerdote nel 1404 e da subito si fece riconoscere per la sua attività di predicatore e di banditore della devozione al nome santissimo di Gesù. Girò per paesi e cittadine evangelizzando le folle con la parola e con l'esempio di una vita semplice e dedita alla preghiera. I suoi discorsi in volgare sono giunti fino a noi grazie a un suo discepoli che li stenografò: sappiamo così che la forza delle sue prediche stava soprattutto nel linguaggio, di estrazione popolare, semplice e facilmente comprensibile alle masse. Ed era semplice anche e soprattutto quando si rivolgeva con durezza ad assassini, usurai e a quanti 'rinnegano Iddio per un capo d'aglio' e a chi era considerato come 'belve dalle zanne lunghe che rodono le ossa del povero'. Nonostante, o forse proprio grazie alla rigidità con cui si rivolgeva ai peccatori, era acclamato ovunque si recasse, tanto che, per ascoltare le sue prediche, i fedeli si radunavano nelle piazze dei paesi in cui egli si recava, visto che le chiese risultavano troppo piccole per poterli accogliere tutti. E Bernardino da Siena veniva fatto salire su palchi rialzati in modo che tutti potessero vederlo e sentirlo meglio. La sua attività di predicatore si concluse a L'Aquila, dove si era recato nel 1444 per portare la pace tra le varie fazioni cittadine opposte. Ma proprio le continue lotte intestine della città non gli permisero di concludere la sua opera di pacificazione, almeno non in vita. In quella città Bernardino da Siena, già provato e minato nel fisico, morì. Il suo corpo, all'interno della bara, iniziò a sanguinare e si fermò solo quando i cittadini dell'Aquila posero fine alle loro lotte interne.