BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

DIARIO PAPA/ Chi vuol togliere a Francesco l'abbraccio del suo popolo?

InfophotoInfophoto

Mi parla della quotidianità avvilente, dell'oppressione del sistema di sicurezza israeliano, dei 120mila cristiani che vivono sotto il governo di Tel Aviv ma che non sopportano più le tensioni e l'emarginazione politico-sociale. Mi racconta del fastidio per certe posizioni fondamentaliste e del desiderio sacrosanto di vivere semplicemente. In pace. E mi dice che domenica prossima, lui e la sua famiglia saranno alla tavola di Francesco. La sua è una delle cinque famiglie scelte per pranzare con il pontefice a Betlemme. 

Tutti hanno qualcosa di doloroso da raccontare, sono tutti "casi" che spiegano più di ogni altra cosa la difficile condizione dei cristiani in Terra Santa. 

Così nella sala da pranzo di Casa Nova, la struttura di accoglienza francescana a Betlemme, Bergoglio ascolterà la storia di una famiglia greco-cattolica di Haifa, sfollata da '48 e poi la sofferenza di un nucleo di Gaza, separato dal resto del mondo, e ancora due genitori di Beit Jala che hanno un figlio rinchiuso in un prigione israeliana e altri di Betlemme a cui è stata confiscata la carta di identità. E poi ci sarà lui con Rami, Yazan e Linn la secondogenita, i due figli che hanno vinto la lotteria per sedersi alla tavola del Papa a scapito della più piccola, costretta ad accontentarsi della gita con le amiche di catechismo. Joseph sente la responsabilità di chi è chiamato non solo a sollevare il cucchiaio davanti al successore di Pietro ma a parlare a nome di un popolo che soffre. Gli amici della parrocchia gli hanno chiesto di dire al Papa che se non li vedrà per le strade di Gerusalemme non sarà perché non lo amano. Il governo israeliano è deciso a sopprimere la visibilità dei cristiani nei due giorni di visita papale adducendo a pretesto motivi di sicurezza. Un coprifuoco vero e proprio che non consentirà a Francesco di ricevere l'abbraccio del suo popolo. Joseph sa che dovrà spiegare cercando di lasciare a casa il rancore e la rabbia di anni. È abituato a sopportare, conosce la pazienza, ma teme che non riuscirà a trattenere le lacrime quando vedrà il suo Pastore. 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
23/05/2014 - Attento all'autobus (Moeller Martin)

L'importante è che il Santo Padre eviti gli autobus di linea.