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IL CASO/ Sfigura Lucia, ora tenta di uccidersi: ma c'è una bellezza anche per lui

Ha tentato il suicidio in cella Luca Varani, l'uomo condannato a 20 anni per avere fatto sfregiare con l'acido l'ex fidanzata Lucia Annibali. Davvero "doveva morire"? MONICA MONDO

Lucia Annibali (Immagine d'archivio) Lucia Annibali (Immagine d'archivio)

Ogni volta che guardo il volto di Lucia Annibali mi si stringe il cuore: la donna sfigurata dall'acido per aver troncato la relazione col suo ex fidanzato ha di nuovo una fisionomia, ma nonostante gli interventi chirurgici e i miracoli di chi l'ha curata, il viso è deturpato, segnato da una smorfia di dolore indelebile. Di dolorosa dolcezza. La corrosione non le ha toccato l'anima. Non ha gettato la sua giovane vita nella disperazione, nella rabbia, nella volontà di vendetta. È impressionante la sua forza discreta, il suo riserbo, insieme alla determinazione e alla ritrovata serenità. Come se la tragedia le avesse svelato il significato vero della vita. Che è grande e bella perché c'è, perché ci sei, perché sei amato. Non un amore malato, possessivo, che ti incatena, che ti distrugge. 

È terribile che il dramma di cui è stata vittima sia nato dalla volontà e dalla mente del suo amato, dell'uomo che aveva scelto per la vita. Un uomo così vile da affidarsi ai sicari, e così sventurato da trovarli, pagarli, assistere allo strazio di un volto che aveva accarezzato e baciato per anni. Una stretta al cuore, perché è vero, è innegabile, quanto l'aspetto esteriore conti per tutti, per una donna di più, per una donna bella, abituata a sentirselo dire, ai complimenti, a presentarsi cosciente di questa grazia. 

Quando Lucia dice "sono più bella adesso" si riferisce a una dimensione più profonda della persona, ricorre a una visione antropologica antica ed eterna, benché trascurata e negletta ai nostri tempi. Il bello e il bene vanno sempre insieme. È la ragione a dircelo, a suggerirlo agli antichi, a farsi certa, grazie al cristianesimo, dello splendore dell'anima. Bello è il volto di Cristo offeso e sanguinante, bella la croce, strumento orrendo di tortura. Bello è il bene che salva, e Lucia è diventata testimone, più che vittima, di questa verità. Ossessionati dall'immagine, non ci fa comodo pensare. E la sua delicata sofferenza fa pensare. 

Il suo ex compagno, bell'uomo e rispettabile avvocato, è stato condannato a 20 anni di carcere, pena che lo accomuna ai biechi esecutori dello sfregio. Ieri ha tentato il suicidio, provando ad impiccarsi con le lenzuola alle sbarre della cella. Salvato dalla prontezza di un agente di custodia, è ricoverato, attende una perizia psichiatrica. Si può credere che si tratti di strategia, per alleviare la durezza della detenzione con uno sconto di pena o un trattamento migliore, per motivi di salute. Si può credere che è andata male, se si levava di mezzo c'era un posto in più nelle carceri e un numero in meno da mantenere. 


COMMENTI
25/05/2014 - Sorry (Pierluigi Varvesi)

simili sviste possono capitare solo a un neofita! L'impostazione del mio commento di ieri era legata alla lettura della sola prima pagina dell'articolo, ritenuta erroneamente anche l'ultima. Me ne scuso.

 
24/05/2014 - Se si levava di mezzo... (Pierluigi Varvesi)

Il finale, tristemente cinico, contraddice il titolo del pezzo. Sì, anche per quel carcerato, inchiodato per vent'anni alla sua ben meritata croce di malfattore, c'è la possibilità di lasciarsi conquistare dalla bellezza dell'Uomo appeso alla croce a fianco alla sua e di far proprio il grido di Dismas. Anche per lui può farsi presente il primo consolatore annunciato oggi da papa Francesco. Le preghiere di Caterina ottennero a un pluriomicida la grazia della conversione in articulo mortis. Così penso e mi auguro stia pregando Lucia Annibaldi, invece di rammaricarsi perché non è riuscito a "levarsi di mezzo".

 
24/05/2014 - SFIGURATA CON L'ACIDO (DAVIDE CATTINI)

La mia logica mi fa dire che innanzitutto c'è bisogno dello psichiatra e di qualche manganellata ben assestata. Ovviamente il tutto inteso come propedeutico. Ma non li ometterei per passare ad uno step successivo. Facciamo ordine tra le verità. Dio stesso permette manganellate e psichiatria. Basta vedere quello che può succedere nella vita a ciascuno di noi. Se non sono manganellate morti, tumori, impotenze, decadimento fisico, sfortune, errori, disastri, gente che passa col rosso e ti vien addosso! Lo psichiatra solo per esser certi che il poveretto sia davvero solo bisognoso di carità cristiana e non anche di pillole e sedute. Poi certo senza Amore nessuno sopravviverebbe e tutti saremmo da suicidio. Ciao. Davide Cattini P.S. Le manganellate; date da un professionista. Sono propedeutiche. Non devono fare un male per sempre e definitivo.