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PAPA IN TERRASANTA/ Padre Greiche: una speranza per i cristiani perseguitati

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Questa visita sarà un segno del fatto che gli orizzonti della Chiesa sono aperti a chiunque, siano essi musulmani, ortodossi, ebrei o protestanti. E’ evidentemente un fatto positivo che la Chiesa voglia essere sempre più aperta nei confronti delle persone di altre confessioni religiose.

 

Come vede la posizione della Santa Sede rispetto ai rapporti tra israeliani e palestinesi?

I palestinesi sanno che la Santa Sede non sta dalla parte di Israele, con il cui governo al contrario ha numerosi problemi, riemersi anche nell’ultimo anno con le ingiuste accuse che sono seguite ai gesti di solidarietà del Papa nei confronti dei palestinesi.

 

Quanta risonanza avrà la visita del Papa in Medio Oriente?

La gente anche di fede musulmana ama questo Papa, come amava Giovanni Paolo II. In Medio Oriente è conosciuto, e il suo arrivo rafforzerà sempre più il dialogo con i musulmani.

 

Qual è il significato religioso di questa visita?

Quando il Papa incontra così tanta gente nella Città Santa di Gerusalemme, dove si è svolta la vita dei profeti e poi di Gesù, ciò ha un intenso significato spirituale. Questo suo mettersi sulle orme di Gesù significa che il Papa intende compiere il suo stesso percorso.

 

Questo viaggio può essere anche un momento per rafforzare la pace in Medio Oriente?

La pace in Medio Oriente può essere resa possibile dalla giustizia e dal dialogo. Compito della Santa Sede è incoraggiare tutte le parti coinvolte nel conflitto a perseguire la via della pace.

 

(Pietro Vernizzi)

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