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DIARIO PAPA/ La "vera" risposta di Francesco a chi vuole pensionarlo

Papa Francesco durante il viaggio in Terra Santa (Infophoto) Papa Francesco durante il viaggio in Terra Santa (Infophoto)

Il Muro toccato a Betlemme, il bacio sulle mani dei sopravvissuti all'olocausto, la preghiera sintonica e simultanea con Bartolomeo nel Santo Sepolcro, e poi quel coupe de theatre con cui ha rivitalizzato un processo di pace al collasso, come le sono venuti in mente e che ricadute avranno? Risposta disarmante: "i gesti più autentici sono quelli che non si pensano". Sì è vero − ci ha detto − che l'incontro di preghiera con Abu Mazen e Peres, eterni amici-nemici, voleva farlo durante la sua visita a Gerusalemme (Bergoglio non è uno che perde tempo, idea e fa) ma non c'erano le condizioni e così a pensato di invitarli a casa, in Vaticano. Ma per il resto, gli è venuto lì per lì, di piegarsi sul dolore di chi aveva attraversato e superato l'orrore del '900 oppure di segnarsi con la Croce davanti al muro che separa la Nascita dalla Resurrezione di Gesù, Betlemme da Gerusalemme. 

E poi a raffica, una domanda dietro l'altra, dodici in tutto, sull'universo mondo vaticano e confini. Gerusalemme? Città delle pace per le tre religioni, poi facciano quello che vogliono a me sta bene, ma sarebbe meglio tenerla fuori dal negoziato per farne un centro con uno status proprio. E ancora: Bartolomeo? Un fratello che la pensa come me: l'ecumenismo si fa per strada o, come Antenagora suggeriva a Paolo VI, esiliando tutti i teologi su un'isola. I passi avanti? Abbiamo intenzione di chiedere al concilio pan-ortodosso di cercare una soluzione per la celebrazione comune della Pasqua, non si può trovarsi tra fratelli e dirsi "Ma dimmi il tuo Cristo quando resuscita?". E così via in un continuo di battute fulminanti, giudizi dati con una libertà e sincerità a palate, scoop forniti ad ogni risposta e empatia costante. 

Capolavoro la ribadita condanna degli abusi su minori da parte di chierici o religiosi: nessun figlio di papà, nessun salvato, tre vescovi già sotto indagine e uno già giudicato colpevole. Tolleranza zero, lo slogan della crociata di Benedetto XVI, accostato all'immagine efficacissima dell'abuso paragonato ad una messa nera. E man mano che rispondeva su riforme, conti dello Ior, scandali finanziari, bisticci gerarchici e cardinalizi su Sinodo, famiglia e comunione ai divorziati, populismo e disoccupazione giovanile (di cui ha citato cifre esatte di almeno 4 diversi paesi europei con dati scorporati per fascia d'età), Francesco testimoniava alle testate di mezzo pianeta (compresa una giapponese ansiosa di conoscere dettagli sui prossimi due viaggi in Asia) che può anche avere 76 anni e mezzo polmone in meno, ma il governo della Chiesa lo ha in mano saldamente.