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Cronaca

DIARIO PAPA/ La "vera" risposta di Francesco a chi vuole pensionarlo

A leggere i giornali sembra che il centro del viaggio del papa sia stata la risposta sui possibili altri papi emeriti dopo Benedetto XVI. Ecco la versione di CRISTIANA CARICATO

Papa Francesco durante il viaggio in Terra Santa (Infophoto)Papa Francesco durante il viaggio in Terra Santa (Infophoto)

Quando lo abbiamo visto trotterellare verso la coda dell'aereo, pacifico e lieto, anticipato da un gruppuscolo di monsignori, gendarmi e personale della compagnia di bandiera israeliana, giuro abbiamo universalmente pensato, sebbene di un Papa sia più che scandaloso anche solo pensarlo, che si fosse fatto di qualcosa, insomma che avesse assunto una sostanza stupefacente, un qualche polverina, un mix vitaminico o si fosse sottoposto ad un dopaggio preventivo per affrontare, eterno Daniele, la fossa dei leoni. 

C'è da dire che non ce ne sarebbe stato un gran bisogno, di forza e prestanza, per domare quelli che sembravano più gatti sonnecchianti che belve feroci. Delle fiere, i 70 giornalisti annientati dai ritmi estenuanti e micidiali del secondo viaggio apostolico di Francesco in Terra Santa, avevano solo le capigliature arruffate e stoppose di vento, sudore e ore fortuite di sonno rubate nei posti più improbabili (ho visto gente dormire in piedi appoggiata al cavalletto della telecamera), ammansiti da una giornata di lavoro lunga 17 ore, dalla densità impressionante degli appuntamenti papali. 

Statisticamente, solo nella mattina di lunedì 26, il Papa ha partecipato ad un evento ogni 36 minuti, in una maratona che è partita dalla spianata delle moschee nella città vecchia di Gerusalemme per finire all'Istituto Notre Dame, di fronte a "Porta Nova", dove ha pranzato dopo un giro a tappe che ha abbracciato anche la nuova periferia ebraica della Città Santa. Poi c'è stato anche il pomeriggio, tra il monte degli Ulivi e il Cenacolo al monte Sion, per non parlare della cerimonia di congedo al Ben Gurion, con tanto di trasferimento in elicottero. 

Lo avete capito insomma: un massacro. Eppure lui fresco, fresco, ci raggiungeva per l'ultimo impegno preso, la promessa fatta, e mantenuta, di una conferenza stampa ad alta quota. "Mezz'ora", aveva imperiosamente pregato Padre Lombardi, "non più di sei-sette domande, il Papa è stanco". È umano abbiamo pensato. E invece no. WonderFranci non solo non mostrava segni di cedimento, ma era più che contento di incontrare giornalisti di mezzo mondo sfatti, che sotto sotto speravano in un rituale botta e risposta da liquidare con poco impegno prima della cena liofilizzata a bordo dell'aereo che riportava il gruppo a Roma e del pisolino finale. E invece no. Prima domanda, toccata a me (sorvolo sul mio pietoso stato psicofisico impietosamente immortalato dai colleghi fotografi, che mi hanno graziato solo evitando di inquadrare le infradito in cui avevo infilato i piedi lessi dal caldo e dalle scarpe torturanti). Ci dica la verità quei gesti che hanno fatto il giro del mondo, che hanno fatto piangere, commuovere, stupire e in qualche caso anche arrabbiare, li aveva pre-meditati?