BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BULLI DI ACQUAVIVA/ Se la violenza dei giovani nasconde il nulla degli adulti

Pubblicazione:sabato 31 maggio 2014

Infophoto Infophoto

Questo è l'unico grande motivo, ovvero movente di ogni azione. Ma senza qualcuno che ti accompagna, ti guidi e ti spieghi qual è il tuo valore, a cosa sei chiamato, cosa puoi fare dei tuoi doni, resterà un'utopia irraggiungibile, ben presto dimenticata. I ragazzi si annoiano perché sono delusi, depressi, disillusi, ogni attimo della loro giovane vita. Nessuno comunica speranze. La crisi getta ombre fosche, e nessuno ricorda che i loro nonni stavano ben peggio, alla fine di una guerra e con la miseria nelle ossa, ma pure ce l'hanno fatta. Parlare di ideali suona offensivo, guai a citare l'impegno, o la generosità vero gli altri, o il sacrificio. A scuola ci si va per obbligo, senza passione e senza nessuno che la susciti; le famiglie sono covi di rancori, insulti, malefìci, con padri mal cresciuti e madri eternamente ragazze. Entrambi frustrati e tristi. Neanche un prete per chiacchierare, e non è solo il verso di una celebre canzone: perché abbiamo bisogno, tanto più a 17 anni, di relazione, di comunione, di qualcuno che ci voglia bene, ci insegni e ci perdoni. Non basta il branco, la maglietta firmata, la ragazza, neppure il motorino, o la serata figa. Ci vuole il "devasto", dicono l'un l'altro. Una parola che ha in sé il germe della brutalità, del nulla. Rovinarsi un po' per dimenticare un senso che non c'è. Ci sono alternative? Senza questa domanda, e la ricerca di una risposta, qualunque commento è moralismo, e ipocrisia.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.