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Cronaca

IL FATTO/ Ostetrica, la mamma delle mamme

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Buone sono le levatrici (altra parola in disuso, “colei che al-leva-via il dolore”) nominate dalla Bibbia che non hanno il cuore di obbedire agli Egiziani e denunciare i figli maschi delle donne Ebree: Mosè è salvato in primo luogo dall’ostetrica prudente, lei tace a rischio della vita. Pare, nonostante tutto, che anche la Madonna abbia avuto la sua levatrice, una vedova povera e buona che vedendola sofferente la seguì… di cui nessuno si ricorda, ovviamente. Questa giornata però è fatta proprio per ricordare, per spalancare gli occhi della gente su questa figura, sulla donna che si siede a fianco della madre, anzi, ormai vogliamo dire che si alza e va incontro a tutte le donne per sostenerle nella loro femminilità. Il nostro mestiere è molto cambiato, soprattutto negli ultimi trent’anni, abbiamo camminato, o per meglio dire corso, con i progressi della Scienza Ostetrica, che ha ridotto di gran lunga la mortalità perinatale, che ha incentivato l’ospedalizzazione, che ha spianato la strada alla prevenzione.

Le ostetriche hanno oggi un percorso di studio ben definito, una Laurea, un Ordine Professionale, un Collegio che le rappresenta, un mansionario ben definito, una specifica Autonomia Professionale. La sfida che portiamo è sempre la stessa, amorosa e audace: stare accanto a ogni donna, nel suo percorso di vita, nella sua sessualità, fecondità e salute. Ciò comprende moltissimi aspetti e molte sfumature, ma il soggetto è unico; non il solo però. Accanto, dentro, alla donna c’è il bambino, che ha fratelli, il padre, la famiglia intera. Il nostro sguardo deve essere ampio, continuamente sfidato dal progresso della scienza medica e sempre legato alla salute delle persone: salute intesa come bene-essere, comprensiva di corpo e sentimento.

Oggi in Italia si ricorre troppo al taglio cesareo, il parto non è più visto come evento naturale, spesso è solo considerato un rischio; ma tale concetto, così ansiogeno e dunque pericoloso, si estende sempre di più all’intero corpo della donna, alla gravidanza, alla sua salute: essere sani pare non sia più la condizione naturale, ma una continua rincorsa, un equilibrio quasi irraggiungibile. Il quadro si è rovesciato, rispetto al passato… Contrariamente però la maggior parte delle donne di oggi è molto più sana, i loro bambini sono più sani, i loro parti fisiologici: è giusto che sia salvaguardato il loro benessere, è giusto che si sappia ormai ben distinguere il rischio, ne abbiamo i mezzi e le competenze. È giusto garantire parti “naturali” cioè con alto contenuto di umanità, di assistenza individuale, attenzione ai bisogni della singola persona e della coppia.