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PAPA FRANCESCO/ Video, omelia di Santa Marta: non siamo una religione di idee, ma di testimoni di Cristo

Pubblicazione:martedì 6 maggio 2014 - Ultimo aggiornamento:martedì 6 maggio 2014, 15.17

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Oggi Papa Francesco, come riporta Radio Vaticana, ha commentato il passo degli atti degli apostoli che racconta il martirio di Stefano, il primo martire della storia. Ha dunque spiegato i fondamenti della fede cristiana, dicendo come la Chiesa non sia una università della religione, e che quella cristiana non sia una religione di idee e di pura teologia, ma anzi di testimonianza di Cristo. Nel raccontare di Stefano, il papa ha sottolineato come si sia imbattuto nella gelosia e nell'odio di chi voleva eliminarlo: erano gente che non era in pace nel proprio cuore dove invece c'era odio. "Ecco perché, all'udire le parole di Stefano erano furibondi. Questo odio è stato seminato nel loro cuore dal diavolo, è l'odio del demonio contro Cristo". Un odio del diavolo che esiste ancora oggi, ha aggiunto: nel martirio di Stefano e nell'uccisione di Gesù, ha spiegato, si manifesta la lotta tra Dio e il demonio. "Martirio è la traduzione della parola greca che, anche, significa testimonianza. E così possiamo dire che per un cristiano la strada va sulle orme di questa testimonianza, su queste orme di Gesù per dare testimonianza di Lui e, tante volte, questa testimonianza finisce dando la vita. Non si può capire un cristiano senza che sia testimone, che dia testimonianza. Noi non siamo una 'religione' di idee, di pura teologia, di cose belle, di comandamenti. No, noi siamo un popolo che segue Gesù Cristo e dà testimonianza - ma vuol dare testimonianza di Gesù Cristo - e questa testimonianza alcune volte arriva a dare la vita". La testimonianza, ha detto ancora, sta nella nostra vita quotidiana, tra le difficoltà e le persecuzioni: "La Chiesa è feconda e madre quando dà testimonianza di Gesù Cristo. Invece, quando la Chiesa si chiude in se stessa, si crede - diciamo così - una 'università della religione', con tante belle idee, con tanti bei templi, con tanti bei musei, con tante belle cose, ma non dà testimonianza, diventa sterile. Il cristiano lo stesso. Il cristiano che non dà testimonianza, rimane sterile, senza dare la vita che ha ricevuto da Gesù Cristo". Allora, ha concluso, dobbiamo domandarci dove sia oggi la nostra testimonianza: "Sono un cristiano testimone di Gesù o sono un semplice numerario di questa setta? Sono fecondo perché do testimonianza, o rimango sterile perché non sono capace di lasciare che lo Spirito Santo mi porti avanti nella mia vocazione cristiana?".



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