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BANCO ALIMENTARE/ Una colletta "straordinaria" per la dormita di governo e politici

Un momento della Colletta alimentare (Infophoto) Un momento della Colletta alimentare (Infophoto)

Per le competenze, il programma Fead è del ministro del Lavoro e del Welfare, Giuliano Poletti, mentre il Fondo Nazionale dipende dal ministero dell'Agricoltura. La sostanza della vicenda è che anche quest'ultimo Fondo al momento, nonostante tante rassicurazioni, deve essere ancora sbloccato interamente. Di ufficiale si sa che giovedì 12 giugno ci sarà un "tavolo di lavoro"che dovrebbe sbloccare la situazione e dare una boccata di ossigeno a tante realtà caritative che adesso si trovano in seria difficoltà.

Ma anche in questo caso, mentre i magazzini degli enti assistenziali si stanno svuotando, ci vorranno almeno due o tre mesi perché tutto riprenda in modo consueto. Anche in questo caso, si potrebbe dire che l'attuale governo arriva quasi all'ultimo minuto, mentre in Francia, tanto per fare un esempio, i soldi per il Fondo nazionale sono stati sbloccati, anticipati prima. Probabilmente a Parigi sanno che le persone mangiano, in genere, due volte al giorno.

Che commento si può fare di fronte a una simile emergenza e a ritardi, che magari qualcuno ritiene comprensibili, per scadenze politiche e di governo di vario tipo? Andrea Giussani, presidente della Fondazione Banco Alimentare, commenta il tavolo del 12 giugno con un liberatorio "Era ora!". Nella sostanza però, Giussani precisa e sottolinea "la lentezza burocratica attuativa italiana", "70.000 volontari hanno dato la loro disponibilità sabato, segno che i cittadini sanno rispondere in modo più rapido e puntuale a questa grave situazione". In attesa di buone notizie, Francesco Marsico di Caritas commenta in questo modo le questioni burocratiche che si devono affrontare: "Dispiace vedere che non si comprenda, non si percepisca la difficoltà della situazione. Questo è ancora un anno di crisi, di gravissima crisi". Senza alzare i toni di una polemica che non porterebbe da nessuna parte, senza alzare "inutili barricate", Bruno Izzi, della Comunità di S. Egidio, conferma le difficoltà e si augura: "Speriamo che si replichi quello che è stato fatto in questi anni. Aspettiamo solo questo e speriamo che tutto vada a finire bene".

A questo punto, resta il senso d'emergenza della "Colletta Straordinaria" di sabato 14 giugno.

Tanto per non dimenticare. Don Luigi Giussani, il "padre", insieme a Danilo Fossati (un tempo gran patron della Star), della nascita del Banco Alimentare in Italia, amava definire la Colletta "lo spettacolo della carità". L'atto concreto del dono e dell'aiuto, per Luigi Giussani, diventava la "pietra fondante" di una nuova società, probabilmente un gesto che ha caratterizzato tutta la storia dell'Europa cristiana e della civiltà occidentale.

Forse, tra tutte le traversie giudiziarie e politiche di questi tempi, conviene che se lo ricordino anche coloro che devono predisporre e decidere una scelta politica di governo.

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COMMENTI
10/06/2014 - Pare assurdo che c'è chi non ha da mangiare? (claudia mazzola)

Prima ero al supermercato, pieno di gente e carrelli superpieni, speriamo sabato contribuiscano. Perchè quelli come noi che portano i pacchi alimentari alle famiglie bisognose vedono la necessità, altri non se ne rendono conto ad esempio i nostri politici, tutti bei cicciotti!