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Cronaca

ETEROLOGA/ Le motivazioni della sentenza della Consulta: da lunedì 16 giugno possibile farla in Italia

Depositate le motiviazioni della sentenza del 9 aprile scorso con la quale la Consulta di Stato dichiarava anti costituzionale il divieto di fecondazione eterologa

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Lunedì 16 giugno la sentenza della Corte costituzionale sulla fecondazione eterologa sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Da quel momento il divieto esistito fino a oggi previsto dalla legge 40 verrà a cadere. Questo perché la sentenza ha escluso esistano vuoti normativi, dunque neon è necessario aspettare nuove leggi. Da quel momento ci si aspetta un boom di richieste di fecondazione eterologa, dal momento che non erano poche le coppie italiane che si recavano all'estero o che comunque pur restando qui desideravano poterla fare. Nei centri di procreazione assistita del nostro paese sarà dunque possibile effettuarla dalla prossima settimana. Secondo quanto dichiarato all'Ansa dal responsabile di uno di questi centri, già adesso arrivano 5 o 6 richieste di fecondazione al giorno. 

Sul caso del diritto per le coppie sterili di ricorrere alla fecondazione eterologa è arrivato l'atteso parere della Corte costituzionale. Si tratta delle motivazioni alla sentenza dello scorso 9 aprile in cui si dichiarava incostituzionale e illegittimo il divieto di fecondazione eterologa come viene esplicitato nella legge 40. La Consulta si rivolge in modo indiretto anche al ministro della sanità Lorenzin che dopo la sentenza del 9 aprile aveva detto che era necessaria una nuova legge per riempire il caos attuale: non c'è alcun vuoto normativo dicono invece i giudici, in quanto "l'illegittimità della norma che vietava la fecondazione eterologa, non provoca alcun vuoto normativo". E' dunque bocciatura totale. La Consulta spiega che il divieto attuale limita la libertà della coppia perché è diritto di tutti avere dei figli: "La determinazione di avere o meno un figlio, anche per la coppia assolutamente sterile o infertile concernendo la sfera più intima ed intangibile della persona umana, non può che essere incoercibile, qualora non vulneri altri valori costituzionali". C'è però un limite e cioè solo in caso di sterilità assoluta in cui sia stata accertata "l'esistenza di una patologia che sia causa irreversibile di sterilità o di infertilità assolute. Tali "ircostanze devono essere documentate da atto medico e da questo certificate" e vanno osservati i principi di gradualità e consenso informato. 

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