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ETEROLOGA/ Ecco il "trucco" dei giudici che trasformano un desiderio in un diritto

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Ora si attua un "salto di qualità", il diritto alla salute non è più richiamato in termini "difensivi" – preservo la mia salute attraverso la rimozione dell'insidia (nel caso il feto in grembo) −, ma in termini "offensivi", ovvero per realizzare una pienezza procreativa attuo una pratica "terapeutica" che porta alla generazione di un essere umano. In effetti, a ben vedere, non si rimuove un ostacolo, ma si sceglie un'altra strada che sembra dare esiti equivalenti.

 

Si dice anche che con questa sentenza di fatto la legge 40 subisce un altro colpo, e che sta venendo smontata pezzo dopo pezzo. È così?

Certo, il divieto del'eterologa era centrale. Rimane comunque – e non va sottovalutato – il richiamo dell'articolo 1 al concepito come soggetto titolare di interessi giuridici, sebbene bilanciati al ribasso già con la sentenza del 2009, che ha aperto alla produzione di embrioni soprannumerari e alla loro crioconservazione. Altri divieti pregnanti sono quelli relativi al divieto di maternità surrogata e commercializzazione di gameti, su quest'ultimo occorrerà vigilare che proprio con la pratica dell'eterologa non venga aggirato dietro la voce insidiosa di "rimborso spese" al donatore.

 

Il ministro Lorenzin dopo la sentenza del 9 aprile aveva detto che era necessaria una nuova legislazione per evitare il caos. La sentenza dice che non c'è alcun vuoto normativo: "L'illegittimità della norma che vietava la fecondazione eterologa, ossia praticata con gameti provenienti da un donatore, non provoca alcun vuoto normativo". Chi ha ragione? Il ministro o la sentenza? 

Le sentenze vanno lette a fondo. La Corte dice testualmente che sono "identificabili più norme che già disciplinano molti dei profili di più pregnante rilievo": dunque "molti", non "tutti". Il vuoto normativo c'è sicuramente in ordine alla normativa di dettaglio di carattere sanitario che riguarda la fase della donazione dei gameti. Inoltre c'è chi dice che non ci sarebbe un vuoto neanche sul tema dell'anonimato dei donatori: su questo sono d'accordissimo, infatti la Corte ci ricorda che va considerato definitivamente "infranto" – cito testualmente − "il dogma della segretezza dell'identità dei genitori biologici".

 

La sentenza dice anche che fino a oggi le coppie andavano all'estero, producendo così "un ingiustificato, diverso trattamento delle coppie affette dalla più grave patologia, in base alla capacità economica". Che ne pensa di questo passaggio?

Certo questa può essere una motivazione di tipo "sociale" rilevante, ma francamente ripugna l'idea che gli ordinamenti debbano "rincorrere" le pratiche di altri Paesi anche quando il proprio legislatore le considera illegittime. E fino alla sentenza della Corte l'eterologa era, per il Parlamento italiano, illegittima. Perché la Corte dovrebbe preferire l'opzione valoriale di un altro Paese?



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COMMENTI
14/06/2014 - I cattolici riflettano e.... (Carlo Cerofolini)

Siccome ogni Nazione ha la Suprema Corte che si merita, perché allora lamentarsi di questa sentenza? I Cattolici, anche quelli “adulti”, riflettano e magari facciano pure un po’ (tanto) di mea culpa. O no?

 
12/06/2014 - Ma... (Francesco Giuseppe Pianori)

Ma i Giudici della Corte Costituzionale che Facoltà di Legge hanno frequentato? Conoscono il Diritto? Sanno ragionare?

 
12/06/2014 - diritto? (Michela Scotti)

Noi adottiamo dopo 5 anni di pratiche e ogni ente o associazione in cui siamo stati ci ha comunicato che non avevamo nessun diritto ad un figlio, ma esisteva solo il diritto del bambino ad una famiglia… essendo egli un essere umano, quindi non oggetto di diritto ma soggetto… sono stupefatta e anche un po' disgustata.