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VENTO D'ESTATE/ Nell'aria c'è profumo di cambiamento

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Foto da Paolo Massobrio  Foto da Paolo Massobrio

Attenzione a esser positivo: se ieri ti davano del berlusconiano (“ma i ristoranti da noi son tutti pieni”, ricordate?) oggi passi per via direttissima per un renziano. Meglio tenere il profilo basso e dire sempre che si stava meglio quando si stava peggio. Nei giorni scorsi l’Ocse ha fatto sapere che l’Italia ha avuto un “impulso positivo” e anche maggiore degli altri paesi europei, in quanto la produzione alimentare ha segnato un + 5,8% e sembra che le famiglie siano tornate a consumare. Ma per Squinzi di Confindustria il segnale è sempre debole e i consumi segnano una stagnazione. E si stava meglio quando si stava peggio. Vabbè, Squinzi, ma un mezzo sorriso no? O anche solo un cauto silenzio: farebbe più piacere che ricordare sempre che il bicchiere è mezzo vuoto.

Ora, non vogliamo tifare per l’effetto placebo delle notizie giornalistiche, ma credere che qualcosa è cambiato, osservando anche che succede in giro, questo si. E che succede in giro? Bè, nel lungo weekend di inizio giugno dovreste essere stati con me a Riccione: gli alberghi erano tutti pieni e anche i ristoranti (sarà per questo che alle elezioni comunali, al ballottaggio della settimana dopo, ha vinto il centrodestra?). C’è più gente in giro rispetto a un anno fa (lo abbiamo visto anche dal nostro piccolo osservatorio di Golosaria Monferrato) e guai a pensare anche in maniera recondita che gli 80 euro in più in busta paga significa tornare alla pizza fuori casa una volta al mese. Non si dice, non si pensa, bisogna essere realisti... mentre la realtà stessa ci supera e mostra altri scenari, appunto. Il problema dunque è uscire dal clima di paura, che è generato sempre da un’instabilità, la stessa, mi pare, che gli elettori hanno voluto ricacciare alle ultime consultazioni. Renziani?

No solo democristiani, o moderati, o abitanti di un grande centro che dal Dopoguerra ad oggi sanno che si stava meglio dopo che si è stato peggio, reduci da una guerra fratricida. Domenica scorsa l’ho passata nel profondo Veneto, seguito dai frizzi e lazzi telefonici degli amici che dicevano “stai attento”, come se il Veneto fosse diventato, tutto, una terra di corrotti. Ma vi pare? Il mio Veneto ha il voto della trattoria Isetta di Grancona (via Pederiva, 96 – Tel. 0444 889521), che m’ha offerto la fragranza delle fettuccine coi piselli appena colti, che piacevano tanto a Galdino, il generoso patron che oggi non c’è più, da qualche mese.


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