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ETEROLOGA/ La sentenza della Consulta riduce i figli a "oggetti"

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4. Argomento della salute fisica e psichica della coppia infertile. La Consulta ha richiamato il dovere dei medici e della legge di considerare attentamente le esigenze della salute fisica e psichica dei coniugi che non riesco a realizzare un progetto genitoriale. E’ ben noto quanto questo argomento abbia giocato nell’interpretazione e nell’applicazione estensiva delle condizioni in cui sussiste il diritto di ricorso all’aborto previste dalla legge 194/1978 e non occorre qui ricordare l’ambiguità cui è esposto il concetto di “salute psichica” in riferimento alla mancata realizzazione di un desiderio, di un’aspettativa pur di elevato profilo antropologico e psicologico come è la maternità e la paternità, oppure per quanto concerne il timore di una malattia o disabilità che possa colpire un figlio. Possiamo però chiederci se corrisponda alla realtà e risponda ad una adeguata ragione giuridica non prendere in pari considerazione i rischi per la “salute psichica” del concepito da PMA eterologa. La questione affrontata dall’art. 1 comma 1 della legge 40/2004 si rivela ancora una volta fondamentale: quali sono i soggetti coinvolti nella PMA e i diritti da assicurare loro. Su questo punto la sentenza della Corte Costituzionale apre nuovi scenari giuridici che il legislatore dovrà affrontare e cercare di risolvere se si vuole salvare di fatto, e non solo di principio, il dettato del primo e fondamentale articolo della legge.



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