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CASO DALAI LAMA/ Se un buddista è più libero di noi

Il Dalai Lama (Infophoto) Il Dalai Lama (Infophoto)

Una persona non può rifugiarsi nel fatto che è stata educata male fin da piccola, se non prende in mano la sua vita e non vive la sua libertà.

Perché un'uomo che è andato "in convento" a due anni sa parlare di autodisciplina come regola non imposta, di decisioni individuali, e di ragioni fondanti valide, e io no? Cosa si è inceppato in me che mi fa aver paura di essere educatore a mia volta? Che mi fa temere le scelte importanti? Perché, per noi, spesso, l'educazione è sinonimo, se non di repressione, almeno di limitazione?

Sta di fatto che per sua Santità è stato possibile educarsi, trovare sé stesso e parlare a me di qualcosa che mi piace oltremodo − la mia libertà interiore − anche se quella esteriore, secondo i miei canoni, non l'ha mai vissuta.

Le mie esperienze, la mia educazione di uomo occidentale, fanno scoppiare la paura che ho di dire anche un solo no di troppo ad un adolescente o ad un bambino. Ma quest'uomo segregato che a due anni ha avuto una vita imposta, mi dice che dentro l'uomo esiste una libertà così forte, che è possibile coltivarla anche in una situazione di segregazione dorata. Che non ci sono scuse. 

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COMMENTI
15/06/2014 - libertà va cercando.. (Paola Baratta)

“… libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta”: sono parole di Virgilio che intende esaltare la vita di Catone che, sebbene suicida, si trova ad essere il "custode" del purgatorio. Perché? Perchè appunto Dante reputa la libertà superiore alla vita stessa. Catone morì ad Utica nel 16 a.C. Scelse il suicidio piuttosto che rinunciare alla libertà politica che ormai Cesare aveva annullato. Infatti una vita schiava, priva di libertà è una prigione. Magari dorata (perché siamo pieni di ricchezze, di consensi, di "idoli"), ma sempre prigione. Mentre riconoscersi figli di Dio ci dono la nostra Verità. E la Verità ci farà liberi. abbiamo molto da imparare da chi ha coltivato, come il Dalai Lama, una grande libertà interiore. Come tale librtà interiore lo abbia fatto diventare un simbolo di libertà (politica e religiosa) nei confronti del regime comunista che ha osteggiato e ancora contrasta pesantemente la presenza dei Monasteri buddhisti in Tibet e non solo. E' un gesto di grande amore per l'individuo riconoscere la libertà dell'individuo di decidere. Sempre.

 
15/06/2014 - Ancora: (Carla D'Agostino Ungaretti)

Voglio aggiungere: non è vero che un buddista è più libero di noi. Il vero libero è il cristiano perché Cristo è Via, Verità e Vita, ma il cristiano, contagiato dal relativismo, si vergogna di essere cristiano e allora si schiavizza da solo.

 
15/06/2014 - Dalai Lama (Carla D'Agostino Ungaretti)

E' vero: nell'uomo esiste una libertà interiore che non può essere facilmente estirpata. Ma questo discorso allora deve valere anche per Edgardo Mortara che 150 anni fa, alla stessa età del Delai Lama, fu sottratto ai suoi genitori ebrei perché era stato battezzato, illecitamente ma validamente, da una servetta cristiana. La Chiesa, allora non fece che applicare il diritto canonico e non poteva certo essere il Papa Pio IX a trasgredirlo. Eppure tutti i governi europei, compreso Cavour, sfruttarono questo episodio per gettare fango sul Papa e sulla Chiesa perché avevano sottratto ai genitori un bambino di due anni il quale, poi, cresciuto si consacrò a Dio col nome di Pio in onore del Papa. Questo episodio ancora brucia agli ebrei e S. Giovanni Paolo II se lo sentì ricordare durante la visita alla Sinagoga di Roma più di 100 anni dopo. Ma per il Dalai Lama, nessuno dice niente, con la differenza che il caso Mortara fu un unicum nella storia della Chiesa, mentre i buddisti vanno continuamente in cerca della reincarnazione del Budda e non trovano niente di disdicevole o disumano nel sottrarre un bambino di due anni per farne un monaco. Oltretutto Edgardo era libero di tornare a casa sua al compimento dei 21 anni, ma non lo fece perché innamorato di Cristo. Ma tant'è: il buddismo va di moda, soprattutto tra gli intellettuali americani ignoranti di Cristianesimo e guai a parlarne male!