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Cronaca

YARA GAMBIRASIO/ Massimo Bossetti e quel buco nel cuore che ci tormenta

Yara Gambirasio (Immagine d'archivio)Yara Gambirasio (Immagine d'archivio)

Per quel figlio sarà un gesto tragico, un raptus di passione immorale e cattiva. Prendere una ragazzina di poco più grande dei suoi figli, rapirla fuori della palestra che anche lui frequentava, portarla in un brutto e sporco campo e violentarla, seviziarla con crudeltà. Poi andarsene e lasciarla morire, agonizzare per ore nel freddo e nel buio. Una morte orribile. 

Cosa ha voluto uccidere quel giorno maledetto? Una bambina stuprata che non lo denunciasse, o quel buco che lo tormentava? Quell'odio per la razza umana che si porta dietro perché suo padre non lo ha mai conosciuto? Quale violenza ancestrale e implacabile lo ha assalito? L'odio per il prossimo, e per se stesso, probabilmente.

 

Quell'autista di bus è morto molti anni prima che tutto questo succedesse. Ma dalla sua tomba in un modo incredibile e misterioso ha portato alla scoperta dell'assassino della ragazza, suo figlio. Ha parlato il suo dna, trovato sugli slip della ragazzina. E' come se avesse voluto, dal freddo marmo della morte, svelare ogni verità: la sua, di marito che ha tradito, che ha tradito due volte, la moglie e l'amante, che ha tradito tre volte, anche i due gemelli venuti alla luce dopo una mezz'ora di sesso in fretta e furia.

Ma dalla tomba ha parlato forse per chiedere, dall'al di là, perdono per tutto quello che lui dalla tomba sapeva sarebbe successo. Due figli, due gemelli. Lui, Giuseppe come l'uomo che lo abbandonò; lei Laura, come la moglie di quell'uomo che tradì. Due nomi che pesanoc come macigni. Caino e Abele. Uno che ha ucciso, l'altra che è rimasta chiusa nel suo silenzio. Due strade e due scelte, che nella vita decidi tu ogni giorno che strada prendere.

 

La vita non perdona invece. Quello che nella vita si fa,  di storto e di malsano, di ingiusto e di impulsivo, torna sempre a chiedere il suo conto. La vita ha delle regole, fatte di giustizia e compassione, di pietà e di rispetto di una natura che ci vuole uomini e donne in modi misteriosi, ma per il nostro e altrui bene. Sgarri una volta, disubbidisci a queste regole, e le conseguenze ci saranno, non se ne scampa. Magari non a te, ma una volta che l'errore, il male che appare sempre banale all'inizio, è scatenato, nessuno sa cosa succederà. Conseguenze cattive e insospettabili, fino alla morte in un campo brutto e sporco di una ragazzina innocente. Ma alla vita non si sfugge. Perché la vita è più grande di noi. Yara è la vittima sacrificale, una piccola santa come le tante che ci hanno tramandato la nostra storia e le nostre tradizioni, vittima inconsapevole di un urlo disperato che sale dal cuore dell'uomo. Il suo sacrifico potrà non essere stato vano.

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COMMENTI
21/06/2014 - QUESTO ARTICOLO E' DEMENZIALE (bruno foresi)

Ma come si fa a dire che il presunto assassino avrebbe avuto un vuoto nel cuore, perché mancante del padre? Fino ad oggi, il padre lo ha avuto, è vissuto sempre dentro una famiglia con padre e madre. E se poi fosse figlio illegittimo, questo non cambia: fino ad oggi, non lo sapeva. Certo, potrebbe aver cominciato a sospettarlo seguendo le indagini...Ma nulla di più! Non è all'origine di questo omicidio. Il movente più probabile rimane quello sessuale, come purtroppo è avvenuto molte volte nel passato, e ricapiterà nel futuro.