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SANTO DEL GIORNO/ Il 19 giugno si celebra San Romualdo

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Nella sua attività volta a riformare l’ordine monastico, Romualdo diede un aspetto nuovo alla regola benedettina e fondò sia monasteri che eremi. Nello specifico, egli volle dare una regola ai vari eremiti che vivevano nel totale isolamento e che spesso giungevano a forme eccessive di ascesi. Per tale motivo il Santo venne soprannominato "il padre degli eremiti razionali che vivono secondo una regola". Nonostante la vita ascetica e solitaria del Santo, a lui si devono: l'abbazia di Val di Castro (1009), il monastero di Camaldoli (1012), quello di Fonte Avellana (fondato sempre nel 1012) e il monastero di Sitra (1014).

San Romualdo è venerato in molte località italiane ed è patrono della città di Ravenna e di Bonarcado (Sardegna) eco-patrono della città di Fabriano. Un’antica leggenda racconta che due frati, fra Rocco e fra Matteo, andarono di nascosto al monastero di S. Biagio e S. Romualdo a Fabriano per rubare il corpo del santo. Così i due misero le spoglie di San Romualdo in un sacco e si diressero verso Jesi. Qui i frati decisero di fermarsi per riposare ed entrarono in un’osteria. Ad un tratto il sacco contenente i resti del santo si illuminò di una luce abbagliante e i due uomini furono scoperti ed arrestati. Gli abitanti di Jesi a quel punto portarono le spoglie di San Romualdo in processione solenne fino al Duomo con l’intenzione di conservarle in quel luogo ma i fabrianesi, scoperto l’accaduto, ne reclamarono i resti. La contesa fra le due città si risolse affidando le sorti delle sacre spoglie ad una mula cieca che avrebbe condotto il corpo del Santo dove il Signore avesse desiderato. La mula prese così la strada di Fabriano e da quel giorno alla città vennero restituite le spoglie di San Romualdo.



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