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ANTONIO REPPUCCI/ Il prefetto-Pilato che sputa sulla fatica di vivere

È stato rimosso a tempo di record il prefetto di Perugia Antonio Reppucci a causa delle affermazioni fatte contro i padri, le madri e i giovani. Il commento di MADDALENA BERTOLINI

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È stato rimosso a tempo di record il prefetto di Perugia Antonio Reppucci a causa delle affermazioni da lui fatte all'interno di una conferenza stampa; impazzano ovunque sulla rete, ma la frase incriminata è stata trasmessa anche dalle radio e dalle televisioni. Frase grave al punto da far sobbalzare sulla sedia chiunque. Intervenuto immediatamente il ministro Alfano, che lo ha appunto destituito, ringraziato dal premier Renzi via tweet: "Le frasi del Prefetto di Perugia sono inaccettabili, specie per un servitore dello Stato. Sono grato al Ministro Alfano per l'intervento".

Vale la pena dunque farci un pensierino, magari guardando e ascoltando qualche minuto dell'intervento del prefetto, tanto per capire il contesto in cui pronuncia quelle parole terribili: "il cancro è lì, nelle famiglie, perché se una mamma non si accorge che il figlio si droga, per me è una fallita, ha fallito e si deve solo suicidare".

Lui pontifica dal suo divano, si agita un po', ci mette del suo, inframmezza le sue frasi con delle cadenze e espressioni del dialetto napoletano; aggiunge anche un altro carico, ne ha pure per i padri, "spererei che qualche umbro tagli la testa al figlio, mio padre mi avrebbe tagliato la testa". Perché la polizia, spiega, non può fare da badante, "è venuta a mancare la potestà genitoriale".

In effetti sta parlando del mondo della droga, dell'alcool, di quei ragazzi sfatti e ciondolanti con una bottiglia in mano che i suoi poliziotti fermano dopo la mezzanotte per le strade; di quelli che si sfrangono in auto il sabato sera, di quelli che spacciano, già rovinati e tirano giù nel gorgo gli amici ancora sani: è un uomo che pare sinceramente angustiato.

Tuttavia ha almeno due pesantissimi torti.

Il primo e sicuramente il più grave, è il modo in cui tortura la lingua italiana (dovrebbe subire lo stesso trattamento per la legge del taglione): se si fosse espresso correttamente, se si fosse solo impegnato un pochino, avrebbe evitato le espressioni colorite che lo condannano... orsù, ammettiamolo.

Il secondo, purtroppo il più reale, è la stupidità di quello che dice. Lascia a bocca aperta (stupiti noi che lo ascoltiamo) la banalità, la superficialità, l'infarcimento di luoghi comuni, l'evidente confusione di una mentalità troppo diffusa.

Questo a discapito della gravità della situazione in cui i nostri ragazzi si trovano a vivere. Lui ragiona come Ponzio Pilato, scaricando la colpa sulla famiglia; e, sì, anche la famiglia ha la sua colpa. Alzi la mano la madre che non si è sentita fallita quando ha beccato suo figlio con uno spinello, o ubriaco o altro..., il padre che non ha avuto voglia di prendere a ceffoni quella faccia di tolla, quella figlia tanto svestita... le sue parole sono pugnalate. Ma ci sono anche i genitori che ragionano "è solo un po' di erba" oppure "è giovane, si diverta, basta che prenda le giuste precauzioni"; e non si sentono affatto dei falliti, anzi.


COMMENTI
23/06/2014 - Note di commenti (giussani guido)

Vedendo il video incriminato, mi sembra che il prefetto abbia solo richiamato le famiglie, magari con un linguaggio un po' colorito, ad una maggiore responsabilità educativa. Ho una moglie insegnante che tutti i giorni vive sulla propria pelle questa assenza dei genitori dalla via dei propri figli ( e sto parlando della scuola elementare, quindi di bambini...) I politici, come al solito proni all'opinione pubblica imperante, hanno trovato il capro espiatorio da rimuovere !!!