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ANNAMARIA FRANZONI/ Che l’"oblio" del mondo cancelli ogni tuo possibile ricordo

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Annamaria Franzoni (Infophoto)  Annamaria Franzoni (Infophoto)

Non sappiamo cosa sia scattato nella sua mente, per resettare, per spingerla ad allargare i suoi occhi grandi, vuoti, in una muta domanda. I medici che l’hanno osservata, i giudici che l’hanno seguita in questi anni, ritengono che lei non finga (una finzione impossibile, per tanto tempo e con tante pressioni), che lei si sia conquistata un faticoso equilibrio, che non sia più pericolosa, per se stessa e per gli altri. Per questo può tornare a casa. Dove non l’hanno mai dimenticata, dove la aspettano, dove mostrano di aver sempre avuto fiducia in lei. Sì, ci stordisce tanta certezza in quel padre provato, anche lui, che ha dovuto sostenere pesi impossibili: a qualcuno è sembrata cosciente e turpe l’omertà, la copertura delle responsabilità perlomeno sospettate. Ricordo che il papà di Erika ha sempre atteso, per riabbracciarla, la figlia che gli aveva massacrato moglie e bambino. Ci è sembrato un padre giusto, misericordioso, umanissimo.

Auguro ad Anna Maria di scomparire, nell’oblio del mondo, e che l’oblio soffi via dalla sua mente ogni possibile ricordo, ogni squarcio sul passato. Non potrebbe vivere, se sapesse. Auguro ad Anna Maria che anche il primogenito Davide, ormai ragazzo, non ricordi, non sappia. Che il suo abbraccio alla mamma così a lungo mancata sia liberatorio, sincero, che non lasci strascichi oscuri e pericolosi nell’anima.



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