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Cronaca

YARA GAMBIRASIO/ News, capelli e peli di Bossetti sul corpo? Il perito smentisce

La moglie di Massimo Bossetti interrogata per la seconda volta: andammo al campo dove era stato trovato il corpo di Yara Gambirasio, ma mio marito non c'era mai stato prima

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La rivelazione di un perito del ritrovamento di alcuni peli (o capelli) ricornducibili a Ignoto 1, e di conseguenza a Bossetti sul corpo di Yara Gambirasio, si tinge ulteriormente di giallo, aggiungendo altra tristezza alle tanto tormentate indagini legate alla povera ragazzina bergamasca. Ai microfoni di "Segreti e delitti", il perito Fabio Buzzi, aveva parlato di una "coincidenza univoca" tra il DNA dei capelli e dei peli trovati sul corpo di Yara Gambirasio con quello di Bossetti. Ma Carlo Previderè, che si occupò materialmente delle analisi ha subito smentito. Il mistero, sul punto di dissiparsi, pare di nuovo infittirsi...  

Secondo quanto riporta il sito Oggi, da fonti del dipartimento di Dipartimento di Medicina legale e Scienze forensi dell’università di Pavia (viene fatto il nome di Fabio Buzz, direttore della struttura), sono stati trovati capelli e peli di Massimo Giuseppe Bossetti sul corpo di Yara Gambirasio: i reperti biologici presentano lo stesso Dna del 44enne di Mapello. Se queste indiscrezioni fossero confermate, la posizione di Bossetti si aggraverebbe ulteriormente e sulla sua colpevolezza non sarebbe più possibile avere dubbi. Capelli e peli dunque oltre alle microscopiche gocce di sangue sui leggins della ragazzina. 

La telefonata del 26 febbraio 2011. E' il giorno del ritrovamento del corpo di Yara, nel campo di Chignolo d'Isola, tre mesi dopo la sua scomparsa. Perché proprio quel giorno Massimo Bossetti telefona alla madre, Ester Arzuffi? E' quello che si chiedono gli inquirenti, adesso che  spuntata fuori dai tabulati questa telefonata. Non solo: gli inquirenti in qualche modo sanno che con quella telefonata il Bossetti informa la madre del ritrovamento del corpo di Yara, chiedendo anche se lo vuole raggiungere proprio a Chignolo dove lui si trova a passare quel giorno. Gli inquirenti interrogando la moglie Marita Comi le chiedono se è a conoscenza di questa telefonata. Ovviamente ciò che apre squarci di sospetti è la domanda: perché Bossetti si trova proprio a Chignolo il giorno in cui viene scoperto il cadavere di Yara?

Il furgone di Massimo Bossetti potrebbe essere la prova definitiva, di valore accusatorio pari a quella del dna. E' quanto sostengono gli investigatori in una nuova svolta che potrebbe portare a inchiodare il presunto killer di Yara Gambirasio. Come si sa, il furgone del muratore è stato filmato dalle telecamere di una banca aggirarsi nella strada dove abita la famiglia Gambirasio il pomeriggio di quel 26 novembre 2010, ma questa prova potrebbe non essere sufficiente in quanto la targa del veicolo non è riconoscibile. I furgoni di quel tipo, un Iveco Daily cassonato, sono comuni in quella zona, li usano i tantissimi muratori. Ma il furgone di Bossetti avrebbe una specifica tecnica unica. Quale sia questa specifica gli inquirenti al momento non vogliono dirlo ma si tratterebbe qualcosa che avrebbe già permesso di identificarlo come il furgone che si aggirava nella zona di via Rampinelli in un orario compatibile alla scomparsa della ragazzina. 

Ieri Matrita Comi, moglie di Massimo Bossetti, ha potuto incontrare il marito in carcere, un colloquio durato circa un'ora e mezza. La donna è stata anche interrogata per la seconda volta. Secondo le indiscrezioni che circolano oggi sui media, la moglie del presunto killer avrebbe detto che il marito l'avrebbe portata nel campo dove era stato trovato il cadavere di Yara a Chignolo d'Isola. Lo ha detto rispondendo a precisa domanda degli inquirenti. Ecco cosa ha detto: "E' capitato in una circostanza, parecchio tempo dopo il ritrovamento di Yara. Transitando per andare a Capriate San Gervasio volevamo andare a vedere il luogo. Inizialmente non trovammo la strada, ma alla fine ci siamo arrivati. Che io sappia, mio marito non c'è mai andato". Intanto continuano le polemiche dopo la richiesta del Movimento cinque stelle di dimissioni per per il ministro degli interni Alfano. La motiviazione è la dichiarazione definita incauta con cui il ministro aveva annunciato per primo, e sembra contro il volere della procura di Bergamo, l'arresto di Bossetti. Il M5S ha chiesto ieri le dimissioni di Alfano. Sul caso è intervenuto Maurizio Sacconi presidente dei senatori del Ncd, dicendo che piuttosto Alfano andrebbe ringraziato "per avere creato un clima di tolleranza zero verso ogni forma di delitto e di fiducia nelle forze dell'ordine". L'iniziativa del M5S. ha detto ancora, è paradossale, la diciassettesima volta che chiedono le dimissioni di un ministro.

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