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Cronaca

SINODO FAMIGLIA/ Francesco sgambetta la presunzione dei cattolici

Papa Francesco (Infophoto)Papa Francesco (Infophoto)

Invece oggi, alla prova dei fatti, non uno "iota" è stato messo in discussione, ma tutto è proposto e letto con sapienza e attenzione, affidando alla comunione cum Petro e sub Petro il verdetto finale; ma la macchina mediatica che per oltre un anno ha dipinto movimenti e decisioni inesistenti è riuscita nell'unico suo obiettivo davvero perseguibile: dividere la comunità cristiana acuendone le normali polarizzazioni interne. Certo, ridurre tutto il dibattito di questi mesi a una sorta di strategia concepita dall'esterno è inverosimile: occorre prendere coscienza che il mondo cattolico italiano arranca nella comprensione di questo pontificato e si lascia trarre in inganno da categorie e letture vecchie e inconcludenti. Nella Chiesa di Francesco, infatti, non c'è spazio per conservatori e progressisti, né per contrapporre l'avvenimento di Cristo, e la sua totale libertà, al lavoro quotidiano di chi sistematicamente prega e osserva i comandamenti. 

Nella Chiesa di Francesco c'è spazio per una sola parola: evangelizzazione. È su questo tema che si gioca tutto e che si stanno ridefinendo tutti gli schieramenti. Francesco ci chiama a rileggere tutta la tradizione della Chiesa con l'unico scopo di tramandarla. Egli non ci chiede di cambiarla, ma di ricomprenderla, di farla nostra, e di trasmetterla. Il Papa argentino ha paura di una Chiesa chiusa, in ostaggio di se stessa, delle sue parole e del suo linguaggio, incapace di cogliere oggi la Presenza di Cristo che la chiama a incontrare i drammi e i dolori dell'uomo contemporaneo, nella ferma certezza che solo l'amore di Gesù cambia, solo la Sua misericordia realmente trasforma. Io voglio poter dire Cristo all'omosessuale che bussa alla mia porta, al divorziato che concepisce un figlio con un'altra donna, ai ragazzi che usano il preservativo. Per farlo, però, ho bisogno di non far finta di niente, di non passare tutta la mia giornata a dire loro che sbagliano, che non si fa così. 

Tutto il documento preparatorio al Sinodo insiste su due grandi parole: accogliere con misericordia e accompagnare gradualmente le persone alla piena maturità umana e cristiana. Il Papa non ci chiede di tradire la nostra storia, ma di avere il coraggio di donarla a chiunque. Ben sapendo che dal prossimo Sinodo non usciranno rivoluzioni, ma parole vere che possano riaprire strade e speranze. Quelle strade e quelle speranze di cui tutti abbiamo bisogno. Perché il Sinodo dei Vescovi è per i peccatori, per gli irregolari, per i lontani. Cioè per me che, in ogni istante, ho bisogno che Cristo e la Sua Chiesa abbiano la forza e il coraggio di riaprirmi le loro porte. Altrimenti, ne sono certo, a forza di chiudere finestre e tirare chiavistelli, chi rimarrà fuori da tutto non saranno gli altri: sarò io e la mia terribile presunzione.

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COMMENTI
28/06/2014 - Una Madre buona e realista (Luigi PATRINI)

Sempre più la Chiesa si mostra per quello che è: una Madre e una Maestra, una Madre realista e buona, piena di misericordia, una Madre che, proprio per queste sue qualità, non può che essere anche Maestra, maestra che accompagna a conoscere la Verità "vera", non quella di un'ideologia o di una immaginazione astratta; una Maestra che ci accompagna a conoscere la Verità ed una Madre che ci aiuta a gustarla, questa Verità, ed a farne esperienza ogni giorno. Solo perché noi, suoi figli, possiamo essere felici; felici e gioiosi!