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Cronaca

SINODO FAMIGLIA/ Francesco sgambetta la presunzione dei cattolici

Il Sinodo per la Famiglia si avvicina, e la Segreteria generale ha pubblicato l'Instrumentum laboris. Ma perché tanti temono il sinodo voluto da Papa Francesco? FEDERICO PICHETTO

Papa Francesco (Infophoto)Papa Francesco (Infophoto)

La Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha pubblicato l'Instrumentum laboris sul quale si confronterà l'Assemblea dell'episcopato cattolico convocata da papa Francesco in una duplice sessione, straordinaria e ordinaria, per l'autunno del 2014 e per quello del 2015. 

Il tema della riflessione, come ormai è noto, è quello delle "sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell'evangelizzazione". Nei mesi scorsi la convocazione di questa assise aveva destato un particolare clamore mediatico, inducendo molti a pensare che da essa sarebbero scaturite sorprendenti svolte intra ecclesiam sulla pastorale sacramentale nei confronti dei cosiddetti "irregolari" (come i divorziati risposati), sulle unioni di fatto (anche tra persone dello stesso sesso) e sulle indicazioni della Chiesa cattolica in materia di sessualità e di procreazione. Per avvalorare tutto questo clima di attesa, costruito ad arte dal circuito mediatico sull'onda dell'"effetto Bergoglio", si è aperto nel mondo cattolico un forte dibattito dapprima su un questionario sulle problematiche familiari, inviato a fine 2013 dalla Segreteria del Sinodo alle diocesi e alle realtà ecclesiali di tutto il mondo col fine di ascoltare il vissuto e le posizioni delle singole comunità locali, e poi sulla relazione tenuta dal cardinale Kasper al Concistoro straordinario, voluto dal Pontefice nello scorso mese di febbraio, sempre sul tema della famiglia. 

In entrambi i casi si è acceso un serrato scambio di battute che, di volta in volta, tendevano a ritrarre il Pontefice o come un "uomo pericoloso" in grado di far scivolare la Chiesa su posizioni arrendevoli alla cultura contemporanea, o come il latore di una rivoluzione copernicana che archiviasse definitivamente forme e dottrine sorpassate dai fatti e dai tempi presenti. La lettura dell'Instrumentum laboris, pertanto, avrà deluso molti in entrambi gli schieramenti: il documento si presenta come un'estensione positiva del famoso questionario, teso a fotografare la realtà emersa dalle risposte ricevute dalle diverse parti del mondo. In esso non c'è traccia di fughe in avanti o di speranze tradite: si è di fronte ad una fotografia responsabile di fatti e di situazioni che chiunque abbia a che fare con la vita quotidiana conosce benissimo e sa essere veritiere. 

Si parla di unioni omosessuali, e si ribadisce la posizione del Catechismo del 1992, si parla di divorziati risposati, e ci si interroga su come intercettare il percorso affettivo di chi – ad oggi – si trova ad essere considerato "fuori" dalla prassi sacramentale della Chiesa, si parla di procreazione, e si cita Paolo VI come profeta delle posizioni sistematiche e radicate di san Giovanni Paolo II. Eppure per mesi chi ha viaggiato su siti, ascoltato incontri o partecipato a conferenze ha percepito un clima di apprensione, di ansia, quasi di malcelato fastidio per ciò che stava avvenendo dentro la Chiesa; per mesi, inoltre, gli ambienti progressisti hanno assaporato una "sonora rivincita" sulla Chiesa di Benedetto XVI e sulla dottrina tradizionale. 


COMMENTI
28/06/2014 - Una Madre buona e realista (Luigi PATRINI)

Sempre più la Chiesa si mostra per quello che è: una Madre e una Maestra, una Madre realista e buona, piena di misericordia, una Madre che, proprio per queste sue qualità, non può che essere anche Maestra, maestra che accompagna a conoscere la Verità "vera", non quella di un'ideologia o di una immaginazione astratta; una Maestra che ci accompagna a conoscere la Verità ed una Madre che ci aiuta a gustarla, questa Verità, ed a farne esperienza ogni giorno. Solo perché noi, suoi figli, possiamo essere felici; felici e gioiosi!