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IL CASO/ Papa Francesco "assolve" gli zingari o critica il nostro odio?

Pubblicazione:venerdì 6 giugno 2014 - Ultimo aggiornamento:venerdì 6 giugno 2014, 15.30

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Troppo chiusa. Non guarda negli occhi. Anzi, peggio, ti guarda ma non sorride. Cosa ha? Cosa nasconde? Non mi piace. Sono talmente abituato al like dei social che quello che non mi piace non lo so più guardare, capire, pensare ma giudico e metto via. Poi un giorno, con l'amica di tua figlia, hai passato una giornata tutti insieme, in macchina, l'hai guardata in mezzo agli altri, a tavola, mentre cantava, mentre camminava, ci hai parlato un po' in gruppo e un po' da sola, ed ecco che la sera, quella ragazza che era diversa, era solo timida. C'è voluta una giornata e un po' di chiacchiere e una cosa da fare insieme. 

Allora voglio darmi un po' di coraggio con gli zingari, un po' di tempo, una cosa da fare insieme e due parole. Ti porto il passeggino che normalmente avrei dato in chiesa per le mamme incinte. Te lo porto. Non è che la pastorale con gli zingari si gioverà molto di questo mio atto. Ma c'è una cosa che invece gioverà molto a me, ed è questa: io non penserò, mentre ti do il passeggino, che te lo andrai a rivendere e che ti rimetterai il bambino al collo per fare più pena ed elemosinare di più. Ecco, stavolta io ti do il passeggino e penso che sto facendo una cosa con te e ti chiedo il nome del bambino così abbiamo detto una parola, due, io e te. Ci sarà meno disprezzo oggi a Roma, e io sono contento.



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COMMENTI
07/06/2014 - stavolta mi sono guardata io (elisabetta galli)

Più leggo e ascolto i commenti alle parole del Papa e più mi convinco che la parola disprezzo ci brucia. Tutti pieni di "se" e di "ma", anche giusti e legittimi e prudenti quanto vogliamo, ma quello che resta fuori è disprezzo. Non so voi ma io ieri ho incontrato una zingara e stavolta mi sono guardata. Per la prima volta non ho guardato lei ma ho guardato me. E il Papa ha ragione. Con me, ci ha azzeccato: ho ragione ma ha ragione anche lui, c'è un retrogusto amaro di disprezzo in me. In voi no? Va bene ma non ironizzate sul passeggino di Mauro Leonardi e il suo pensiero. Guardarsi dentro e cambiare qualcosa dentro di noi, non è poco.

 
07/06/2014 - ED IO...CHI SONO? (Paola Baratta)

Molto forte, questo articolo. Che mi ha costretto a interrogarmi. E a chiedermi "chi sono"? Tanti mi incontrano e mi dicono che sono "buona" e cavolo se fa piacere che gli altri ti vedano così. Ma il Vangelo è esigente e questo Papa pure. Altro che cristianesimo bonaccione. Non si tratta qui di dimenticare le norme della prudenza, ma di interrogarsi sul quanto e come il pregiudizio inquini la mia vita. Ebbene...Lo fa. Recentemente, mentre andavo in spiaggia, ho visto una zingara e subito è scattato il "rubano i bambini" e io mi sono stretta ai miei bimbi fulminando con gli occhi la donna. Ora. La donna che ho visto non avrebbe potuto torcere un capello ai miei figli. Erano con me. Mano nella mano. E' contro questo sentimento maligno che il Papa mi invita a lottare. Quest'articolo mi spinge a non assumere mai l'atteggiamento del fariseo che prega nella Chiesa e ringrazia Dio di non essere come questo e quello e vantandosi della propria bontà. Ma di sapere che il male c'è anche nel mio cuore. E si chiama paura, solitudine, pregiudizio, saccenteria...Il furto è un peccato. Chiunque lo faccia. Pensare che venga commesso solo da un certo tipo (certa razza) di persone è ingiusto: ricorda epoche dove il sangue sparso è stato tanto, troppo. Non bisogna dimenticare che tante persone "buone" fincheggiarono il nazismo dicendo che: "gli ebrei hanno ucciso Gesù": una sciocchezza storica che oltre tutto nega un "piccolo" particolare: Gesù era ebreo. Il pregiudizio ottunde ragione e cuore.

 
06/06/2014 - La realtà di tutti i giorni. (Alberto Pennati)

La prima frase di risposta la prendo come un modo di chiedere scusa per l'acidità del suo commento al Sig. Crippa. Acidità (forse qualcosa di più) che però vedo ribadita quando mi attribuisce di non aver colto l'analogia. Comunque ci tenevo a dirle che una dei disprezzati zingari ha tentato di rubare il portafoglio a mia moglie sulla metropolitana. Non è la paura del coraggio quotidiano di essere buoni (come dice lei), ma è paura per i pericoli reali. Ancora più difficile da spiegare ai nostri figli, vista la mentalità dominante del mondo di oggi: buonista con tutti e che fa apparire i nostri figli che non si adeguano i veri discriminati. Mentalità che il suo articolo, caro Don Leonardi, ma anche le sue risposte, contribuiscono ad alimentare.

 
06/06/2014 - commento (francesco taddei)

quando il Papa visiterà i campi rom magari gli dirà di non rubare e mandare i propri figli a scuola e di pagare le multe. ma sarebbe disprezzo.

 
06/06/2014 - Risposta (Mauro Leonardi)

Grazie per i commenti numerosi sia negativi che positivi che si moltiplicano sia qui che sul mio blog. Forse vuol dire che il Papa (non io) qualcosa da dire ce l'aveva. Aggiungo che abito a Roma dal 1986 e posso raccontare che anni fa, sulla Metro A (rossa) c'era un gruppo di 5/6 ragazzine che entrava per rubare. Ridevano, scherzavano, adocchiavano la malcapitata persona anziana, all'uscita la circondavano, la spintonavano e la derubavano. Ho contribuito ad allertare la polizia e quando entravano dicevo: occhio al portafoglio. Ma quando salivano zingari "normali" (ci sono) in me saliva il sospetto, e questo è sbagliato: da lì è nato il mio articolo. Su questo mi ha aperto gli occhi il Papa, non sul primo episodio. Mi sbaglio?

 
06/06/2014 - In un mondo di ladri (claudia mazzola)

Sono stata derubata dagli zingari non una volta sola, pure due volte in casa, visti ma scappati. Ora rubano pure altri, almeno qui a Brescia è un macello! E comunque rubano anche al governo spesso legalmente. Il Papa difende la persona non il peccato!

 
06/06/2014 - Don Leonardi ci prende in giro (Alberto Pennati)

Ho la fortuna di conoscere il Sig. Giuseppe Crippa e sua figlia. A parte l'alta considerazione che ho di entrambi (ma questo è un aspetto privato), trovo alquanto fuori luogo la risposta data dall'articolista (non c'è nesso con le ragioni di vita degli zingari), anche perchè contraddistinta da una certa "acidità". Con viva cordialità (al Sig. Crippa ed alla sua famiglia).

RISPOSTA:

Mi spiace sig. Alberto, non volevo sembrare acido. Non conosco nè lei, né il sig. Crippa - che stimo se non altro perché perde tempo a leggermi - né tantomeno la figlia. Volevo semplicemente dire che l'atteggiamento di disprezzo verso gli zingari che il Papa ha stigmatizzato, io, nella mia vita, l' ho avuto (e rischio di averlo) anche verso altre persone. Quello è solo un caso estremo di qualcosa di più generale (in me). Mi rallegro che lei sia così esente dai medesimi sentimenti al punto di neppure cogliere l'analogia. Per me è importante l'incoraggiamento del Papa a vincere la paura col piccolo coraggio quotidiano di essere buoni. ML

 
06/06/2014 - Disprezzo? (Corrado Rizzi)

Quando il 16enne, vestito elegantemente, con una BMW ultimo modello parcheggiata in divieto di sosta, ha stracciato sotto il naso del vigile urbano la contravvenzione appena elevata irridendolo " perché tanto io sono zingaro e le multe non le pago". O quando gironzolano di notte nei 10 mq del mio giardinetto ( visti con i miei occhi) rompendo di volta in volta serrature, inferriate, vetri antisfondamento o sottraendo parti di arredamento stupidi: beh le garantisco che il sentimento che provo non è certamente disprezzo.

 
06/06/2014 - prudenza? (gabriella meroni)

Segnalo che la prudenza come virtù cardinale non è certo quella che suggerirebbe di scansare gli zingari, ma "la virtù che dispone la ragione pratica a discernere in ogni circostanza il nostro vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per compierlo". (Catechismo della Chiesa Cattolica, art. 7 n° 1806). Quindi ha molto poco a che fare con diffidenza e paura, soprattutto nei confronti di nostri fratelli uomini.

 
06/06/2014 - La prudenza è una virtù cardinale (Giuseppe Crippa)

Caro don Leonardi, porti pure il passeggino che le è stato regalato per qualche mamma in attesa ad una zingara che magari non glielo ha chiesto. Mi auguro che non Le capiti come a me, che dopo aver dato del cibo ad una zingara che chiedeva un’offerta per mangiare, l’ho ritrovato dopo qualche minuto buttato via per strada. Comunque se disprezzo è “ritenere una persona inferiore a te” non mi pare di disprezzare nessuno. Paura e diffidenza, invece, le provo eccome.

RISPOSTA:

Il fatterello della ragazzina che racconto nel corpo dell'articolo è vero. Ti auguro di non essere un papà la cui figlia viene discriminata da altre famiglie solo perché è timida e silenziosa, o ha un tatuaggio. ML

 
06/06/2014 - commento (francesco taddei)

perciò se sei povero i peccati (non rubare) per te non valgono, sono condonati. se sei italiano e non riesci ad arrivare alla fine del mese sei cattivo perché attaccato alle cosa materiali, come pagare il mutuo o far studiare i figli.

RISPOSTA:

Scusa Francesco ma di queste "conclusioni" nell'articolo non c'è alcuna traccia. ML