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LA STORIA/ Antonietta Colucci, lo chef con il cuore in mano

Pubblicazione:venerdì 6 giugno 2014 - Ultimo aggiornamento:venerdì 6 giugno 2014, 11.52

Il ristorante di Antonietta Colucci Il ristorante di Antonietta Colucci

Passano gli anni e ormai signorina, conosce un ragazzo, Oscar. È l’amore della sua vita. Giovane brillante, è manager apprezzato. Quando riceve un’offerta di trasferirsi a Parigi, chiede ad Antonietta di andare in Francia con lui. Lei accetta, ma siccome non sa stare con le mani in mano, trova un locale, e lo trasforma nel suo primo ristorante. Cucina italiana. È un successo. Per quasi dieci anni vivono all’ombra della torre Eiffel. Poi, tornano in Italia. Aprono una nuova attività, a Santa Margherita Ligure. È ancora successo. Tra i clienti ci son molti milanesi, che spesso ripetono perché non si spostano a Milano. 

Quando si presenta l’occasione, la possibilità di prendere la celebre Osteria di Porta Cicca (Ripa di Porta Ticinese, 51 –tel. 028372763), lo fanno. Gli esordi son felici. Ma, presto, Oscar vola in cielo. Per Antonietta è dolore straziante. In quei giorni bui, però, accade l’imprevisto. Al suo fianco, angeli in carne ed ossa. Con loro impara a vedere la vita con occhi nuovi. E come chi ha molto ricevuto, per quella sorta di desiderio di restituzione del dono avuto, accetta di vivere una pagina nuova dell’Osteria. 

Nell’avventura coinvolge Gerardo Giudice, chef di valore formatosi a Parigi, oltre ai bravissimi Andrea Navone, Mafalda De Luca e Jamal Fernando. In sala al suo fianco c’è l’ottima Monika Kamiska. Morale. Qui, oggi è luogo che è bellezza, gusto, accoglienza, tra i migliori di Milano. Elegante e moderna, la sala, raccolta e romantica, con le vetrine affacciate sul Naviglio, con i tavoli, apparecchiati con cura. Impeccabile il servizio. A tutta gola, la cucina, con proposte come tonno di coniglio con il suo fegato salsa teriyaki, ravioli “alla milanese” con salsa al midollo (omaggio stragoloso all’Expo2015), spaghettoni cacio e pepe con scampi marinati al lime, tegame di scampi (must del locale), suprème di faraona salsa ostrica rabarbaro e semi di lino, biscuit al cioccolato con banana fumè creme brulèe al rhum croccante all’arancia. Milano è una sorpresa!



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