BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIETRO OPPIDO MAMERTINA/ Tra manifestazioni pagane e bolle mediatiche

Pubblicazione:giovedì 10 luglio 2014 - Ultimo aggiornamento:lunedì 14 luglio 2014, 10.16

La processione di Oppido Mamertina (Immagine d'archivio) La processione di Oppido Mamertina (Immagine d'archivio)

Un antropologo “laico” come Luigi Maria Lombardi Satriani, già da tempo aveva rilevato le processioni costituiscano in Calabria una delle forme più vistose e frequenti di teatro popolare, in cui si realizzano, oltre che esigenze religiose, esigenze espressive e si caricano di una serie di significati simbolici che svolgono precise funzioni culturali.

La “bolla” mediatica del caso di Oppido Mamertina ha però molto di artificioso. Le moglie e la figlia di Giuseppe Mazzagatti, anche con alcune lettere ai giornali, hanno sottolineato come non ci sia stata nessuna sosta, precisando altresì che il vecchio boss, 82enne, è ormai ridotto ad un “vegetale” incapace di intendere e di volere. Ed il rallentamento della statua, sempre secondo i familiari di Mazzagatti, sarebbe avvenuto ad almeno cento metri di distanza dalla loro casa. 

La visione del video della processione dimostra come in realtà non ci sia stato nessun “inchino”, ma solo una sosta di 11 secondi. C’è qualcosa però che non quadra: secondo il sindaco di Oppido, Domenico Giannetta, quella sosta non sarebbe avvenuta sotto la casa del boss, «ma in altri cinque punti come quello, i cui si espone la statua verso porzioni del paese dove il corteo non arriva». Versione ribadita da Don Benedetto Rustico, il parroco involontario protagonista della vicenda: «La statua viene girata per “guardare” le case e le strade da cui non passa».

Omaggio al boss o “montatura” contro la Calabria e la chiesa calabrese? Sarà l’inchiesta giudiziaria a chiarirlo, almeno si spera, con il fascicolo ormai aperto dalla procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria.

(Sabatino Savaglio)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
10/07/2014 - una reazione eccessiva all'inchino inventato (Achille Cilea)

E' chiaro che si tratta di un INCHINO INVENTATO che ha ingannato anche diversi esponenti di rilievo della Chiesa e di cui, purtroppo, ancora tanti non si rassegnano a prendere atto. La domanda che ci si dovrebbe porre, a mio avviso, sarebbe: questa disinformazione cui prodest? La cosa strana è che di una procedura secolare (il saluto alle strade non percorse che incrociano la processione) i carabinieri si siano accorti solo ora, nonostante siano da anni in servizio ad Oppido. Sulla commistione della Chiesa con la ndrangheta (paventata dal dott. Gratteri) penso che dovrebbero essere altri gli elementi di giudizio e che i portatori non possano essere criminalizzati "solo" per una sosta (tecnica?) effettuata a diverse decine di metri dalla casa di un noto pregiudicato, pluricondannato ma che pur sempre necessita di pietà cristiana. La mia solidarietà al parroco, don Benedetto Rustico, che si è trovato, suo malgrado, in una vicenda paradossale che solo la risposta alla domanda da me posta potrà chiarire. Achille Cilea (presidente provinciale FORUM DELLE FAMIGLIE-Reggio Calabria)

 
10/07/2014 - sperare contro ogni speranza (vincenzo ioculano)

Sabatino, condivido la tua presa di coscienza riguardo le processioni religiose, infatti oggi il Vescovo Milito ha sospeso tutte le processioni in tutta la Diocesi. Mi dispiace per tutto il clamore mediatico di questa vicenda e sopratutto per il parroco Don Benedetto che conosco molto bene per cui bisogna pregare per lui, per Oppido e per la Chiesa calabrese.