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Cronaca

MARIJUANA/ L’arcivescovo di Montevideo: perché non legalizzarla?

Si è tenuto in questi giorni, al Qurinale, un incontro che ha visto protagonisti gli ambasciatori dei Paesi del Sud America e giornalisti. Il tema? La legalizzazione della marijuana

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Si è tenuto in questi giorni, al Qurinale, un incontro che ha visto protagonisti gli ambasciatori dei Paesi del Sud America e giornalisti esperti dello stesso continente sudamericano. Il tema del meeting era la decisione del governo uruguagio di legalizzare la marijuana (dicembre 2013). Alberto Breccia, ambasciatore dell’Uruguay presente, ha difeso la decisione del suo Stato e in merito a possibili riserve di Papa Francesco, ha detto: “ “L'opinione di papa Francesco, che io rispetto moltissimo, non è tuttavia dogma di fede”. L’iter che portò all’approvazione della legge fu comunque turbolento e passò con il minimo di voti richiesto: 50 a favore e 46 contrari. Nel corso del convegno non sono mancate ovviamente le critiche alla decisione del governo di Montevideo; tra questa quella di Julian Rodriguez Diaz – ambasciatore del Venezuela – che ha puntato il dito contro l’Uruguay per la sua decisione in quanto, tra le tante cose, va a privilegiare la coltivazione della marijuana a discapito dei tradizionali settori agro-alimentari. Ma a stupire tutti è stato il Monsignor Sturla, da poco eletto arcivescovo di Montevideo (Bergoglio lo ha nominato l’11 febbraio), che non si è detto certo contrario alla legge approvata dal suo governo e ha anzi promosso la possibilità che altri Paesi seguano l’esempio uruguagio.

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