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PAMELA ANDERSON/ Non trovi l'amore? Per forza, gli "animali" non bastano

Pubblicazione:sabato 12 luglio 2014

Pamela Anderson (Infophoto) Pamela Anderson (Infophoto)

Mia cara Pamela,
ti scrivo perché ho avuto la spiacevole notizia del tuo quarto divorzio, la seconda con lo stesso uomo e dopo qualche mese appena; le tue parole piene di infelicità pubblicate su facebook mi hanno proprio commosso, dunque ecco, vorrei offrirtene qualcuna di consolazione.

Certo ormai sarai abituata a divorziare, penseranno in molti; così come ho già letto alcune malevole supposizioni in merito alla causa di questa precoce rottura, che si riferiscono a una vincita miliardaria da condividere, in quanto con il tuo ex eravate in regime di comunione dei beni. 

Tu però te le vai a cercare certe illazioni, perché scrivi: "Cosa ho fatto? Sapevo che era sbagliato fin dall'inizio... mai sposare un uomo ricco".

Ma lo sai che la stampa ci va a nozze con certe dichiarazioni; vedere un vip che piange, si pente, si commisera, è roba che fa vendere. In realtà tutto ciò che riguarda una persona famosa fa vedere, lo si sa, soprattutto quando le notizie sono brutte, chessò, la Angiolina Jolie che si droga (c'è un video adesso che circola), l'altra che perde il bambino, quello che si imbottisce di farmaci, l'alcolizzato da ricovero, ma anche soltanto un bello strato di cellulite spalmata sul didietro o le smagliature della ex soldato Jane (lasciata dal marito poco più che ventenne). Tu però hai preso l'iniziativa, tu lo hai lasciato. E lo hai ben chiarito.

Tu, un animale da palcoscenico, non c'è che dire; tu, che hai trasformato un bellissimo seno naturale in una esaltazione di silicone. Tu, che hai dichiarato di essere stata abusata a dodici anni e a sedici stuprata dal tuo fidanzatino con il branco dei suoi amici. Tu che hai collezionato 14 copertine di Play Boy, un record. 

Tu, che sarai sempre per tutti noi la bagnina di Baywatch, il motivo per cui gettarsi nell'oceano, annegare e meritare una respirazione bocca a bocca...

Mia cara Pamela, tu sei buona dentro e fuori: vegetariana da adolescente, ti batti da sempre per i diritti degli animali, il tuo sito di facebook è ripieno di foto da voltastomaco; in effetti dici che sei stata amata solo da loro, e dai tuoi figli, poi (sembri assomigliare alla Bardot, in questo, ma non solo). 

E soffri: nessun uomo ti ama. 

«Mi piace essere innamorata», hai aggiunto, «ma le aspettative rendono impossibile essere felici o soddisfatti. Non c'è un uomo che sa come deve comportarsi con me. L'amore è malsano». 

Hai messo un salmo sulla tua bacheca e dichiari che credi in Dio, il Suo amore vincerà ogni male: "evil" questo il termine, il Male. Scusa, mi sono persa. 

Sto brancolando tra i tuoi pensieri, comincio a comprendere quanto ti possa sentire confusa. Forse hai bisogno anche tu di un massaggio cardiaco, di una scossa defibrillatoria.

Senti, cominciamo daccapo, per quanto si può: parlare d'amore ormai è come infilarsi una tunica d'ortiche.


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