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IL CASO/ Un avvocato 50enne, una studentessa e il cadavere dell'amore

Pubblicazione:mercoledì 16 luglio 2014

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La lebbra schifosa è arrivata al momento del caffè. Eravamo a Milano in uno di quei posti vicino a via Montenapoleone in cui, all'ora di pranzo, prendi una cosa, un'insalata. Il mio amico ha mutato lo sguardo e mi ha parlato di Clemente, suo parente, una persona onesta, che si è rovinato con il blackmailing. Io non ho detto niente perché non c'ho capito niente. E dopo che me l'ha spiegato ho continuato a non capirci niente. Mi colpiva solo che nella nostra società occidentale - per ora avviene soprattutto nelle grandi città - si stesse diffondendo una lebbra perversa molto sottile perché apparentemente immateriale e quindi ancor più pericolosa: il blackmailing, tecnicamente una parafilia, cioè siamo nello psichiatrico. È un feticismo relativo al sesso ma che non coinvolge direttamente l'attività sessuale. Clemente provava piacere nel sentirsi ricattato da una donna - per l'esattezza si chiama mistress - che pretendeva da lui soldi, servizi o altri favori (tutti non sessuali) in cambio della "salvezza" dalla "rovina su internet".

Clemente è un signore vero, è parente del mio amico, è grassottello e fa l'avvocato. Ha cinquant'anni circa, non è sposato ed è abbastanza ricco. Dava ad Asia - ventiseienne universitaria - cento (100!) euro al giorno perché non diffondesse su Facebook suoi dati sensibili intimi e, diciamolo pure, vergognosi. Un giorno non c'è l'ha più fatta a pagare e la rovina è arrivata: Asia ha distrutto Clemente su Facebook. Detto tra parentesi, Asia è una che con questa attività si è comprata in questi mesi tre appartamenti di lusso in contanti. 

Il pin e il PayPal buttano sulla risacca della vita il cadavere dell'amore e ti fanno una domanda: quella di chi è arrivato a leggere fin qui e continua a dirsi che non capisce di cosa stiamo parlando. La questione è: qual è l'oggetto dello scambio? Cioè, Clemente per che cosa paga? Dal momento che è tutto mentale, che non c'è sesso né fisico né virtuale, che cosa compra Clemente? La risposta è pazzesca, per questo non si capisce: Clemente compra di essere dominato. Mentalmente. 

Siamo arrivati a questo punto ed è molto pericoloso. Molto. Perché ci sono dentro soprattutto i ricchi. E voi direte: meno male, sono salvo, perché io non ho un euro. E invece no, è un guaio, perché i ricchi sono quelli che dovrebbero far ripartire il paese, investire, creare posti di lavoro, prendersi delle responsabilità. Clemente era un bravo avvocato, poteva essere un medico, un manager, e invece di costruire la sua vita, la sua famiglia, e con essa il paese, trovava che l'unico modo di riempire il buco d'amore della sua esistenza, era il financial domination (sì, il blackmailing ha già anche dei sinonimi). 


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COMMENTI
20/07/2014 - Blackmail (Andrea Gualtiero)

Non mi risulta affatto che il DSMIV (manuale statistico diagnostico dei disturbi mentali) riconosca il Black mail come una parafilia. Personalmente a me quello descritto pare un semplice caso di estorsione e in qualsiasi paese normale verrebbe trattato come tale. Quindi la ragazza in oggetto, ove esistesse una minima garanzia e certezza del diritto, finirebbe nell'unico luogo adeguato e opportuno: la galera. Il guaio vero, infatti, è che un professionista affermato, di mezza età e uomo, in italia è praticamente indifendibile nei confronti di qualsiasi accusa appena plausibile formulata da una donna giovane e penso che il poveretto ne fosse ben consapevole. Per esperienza personale so che in qualsiasi procedimento penale, nel nostro paese, se si è dalla parte "sbagliata" del pregiudizio sociale, l'onere della prova, per ogni effetto pratico, è sempre a carico di chi è accusato. E si è dalla parte sbagliata se si è maschi, bianchi, maturi, abbienti, ben inseriti nel contesto sociale, onesti e rispettati da clienti, conoscenti e amici. In tutti questi casi si è vittime certe di possibili estorsioni e l'unica difesa possibile è preventiva: cominciando con il cancellarsi dai social network che, in italia, sono pericolosissimi!

 
16/07/2014 - la melma del potere (Paola Baratta)

il vuoto d'amore che produce aberrazioni che neanche si capiscono. Nuovi labirinti di menelao e non sembra che ci sia filo che possa tirarti fuori a vedere la luce. Sono depravazioni di tutte le specie, sessuali e non che hanno in comune solo il potere. la soluzione non è in leggi, divieti e provvedimenti. Ma educare all'amore, all'amicizia. Provare a riempire il vuoto di una società sempre più individualistica e utiliritaristica per vivere legami d'amicizia, d'aiuto, d'amore. Chiedere e dare aiuto, compagnia. Promuovere la cultura pro-life che non è solo il bimbo nel grembo (certo) ma anche una vita densa di relazioni fuori dalle dinamiche di potere e dominio. Splendido articolo che ci invita a riflettere sul vero significato d'amore e del rischio di costruirci idoli che ne sono il cadavere, la caricatura.

 
16/07/2014 - caso interessante (Claudio Baleani)

A parte l'affermazione che i ricchi sarebbero quelli che dovrebbero far ripartire il paese e che fra queste persone ci sarebbero gli avvocati, che è una affermazione che fa ridere, il caso è interessante. Probabilmente l'avvocato 50enne che si fa ricattare in effetti compra la possibilità di essere sfruttato e schiavizzato. C'è anche un'altro aspetto. La paura. Se si viene a sapere qualche vizietto che hai, in due minuti ti sbattono dappertutto e sei morto. Tutte le cose che una volta erano motivo di apprezzamento sociale diventano la cornice dove la tua presunta o vera infamia risaltano ancor di più. "Quest'uomo, che di giorno compiva il suo dovere intrattenendo relazioni ipocrite, aveva un'altra vita e sordidi segreti". Questo per gli avvocati. Per i preti è peggio. Questa è un'epoca colpevolista. Pensate che nelle sacrestie irlandesi i preti si devono vestire per la messa in locali separati da quelli dei chierichetti e non possono entrare da loro! Che schifo. E pensare che una delle cose più belle che ho visto in vita mia quando ero bambino è la cura con la quale si preparava alla messa don Giuseppe. La cosa migliore sarebbe non mettere in internet niente e cancellarsi immediatamente da facebook. Una volta i genitori indagavano sulle attività dei figli. Adesso basta che vanno su facebook. Eppure tutti stanno lì a scrivere, come faccio io adesso, esponendosi alla ritorsione. Altra soluzione: ammettere subito di essere colpevole di qualche cosa. Sicuramente lo sono.

RISPOSTA:

Quanto dici su don Giuseppe è verissimo. Io ho amici preti - e io sono tra questi - che stanno ben attenti, in treno per esempio, a non mostrarsi gentili e carini con bambini. Guai poi a carezzarli. Però questo vale anche per i laici. Ho appena scritto a una signora su what's up che secondo me è imprudente a lasciare nel pic la foto delle sue tre bambine, sui dieci anni, in costume da bagno… ML

 
16/07/2014 - Non sapevo di questa cosa in internet! (claudia mazzola)

Che brutto, che cattiveria, poveretti noi cosa riusciamo a fare! La Madonna del Carmelo oggi ci rialzi, pregarLa ci differenzia dalle bestie, almeno noi mendichiamo aiuto e perdono!