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LA VELOCITA' DELLA VITA/ Una corsa lenta verso la felicità

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Da un po' di tempo mi stavo interrogando sul tema della velocità nella nostra vita di tutti i giorni. Specialmente nella città di Milano, dove vivo. Riflettevo sul fatto che ci stiamo condannando, anche attraverso l'utilizzo vorticoso della tecnologia, di Internet, dei cellulari a correre sempre. Correre per riuscire a fare tutto. Correre per rispondere alle mail. Correre per finire l'ennesima presentazione. Correre anche per riuscire a fare le cose che ci piacciono come giocare coi figli, uscire a cena, andare al cinema o a un concerto. E confrontandomi che gli amici, concordavamo sull'insensatezza di questo atteggiamento. Di questa predisposizione che vista da fuori suona quasi ridicola o assurda, ma vissuta da dentro appare del tutto normale. Al fondo, una domanda. Ma così facendo, siamo felici? O almeno, stiamo ricercando la felicità? Poi con una di quelle coincidenze che forse tali non sono mai, sono passato in una libreria. Come faccio spesso. E sono stato attratto magneticamente da un testo. "Un'idea di felicità" scritto a quattro mani da Calo Petrini e Luis Sepulveda. Sulla copertina, una lumaca. La lumaca di Slow food. Ma anche l'icona di "Storia di una lumaca che scopri l'importanza della lentezza" dello scrittore cileno. E dietro l'effigie di questo simpatico animaletto, la forza di un pensiero: "Il mondo - dice Sepulveda - ha perso la capacità di vedere cose fondamentali, o gravissime, semplicemente perché non si ferma a guardarle... comincia a pensare se veramente questo vertiginoso ritmo di vita conduce da qualche parte; se può davvero condurre a un destino umano felice". E partendo da qui, nasce un'idea di letteratura che fa della lentezza una chiave di lettura che consente di affrontare i grandi temi della vita: la responsabilità, il coraggio, la tolleranza. Ma anche, per riagganciare il tema di Slow Food, la qualità, le cose buone, le cose vere. Insomma l'esistenza. E poi un'immagine forte, rievocata nelle pagine scritte da Sepulveda. Quella di una poesia di Vladimir Majakovski intitolata "Preghiera per la saggezza" dove il grande poeta russo ammonisce: "Fermati, come il cavallo che percepisce l'abisso". Ecco, se fossimo almeno capaci di muovere verso questa sensibilità, credo che cominceremmo a fare un importante passo avanti per capire se la strada che stiamo percorrendo è quella migliore, se forse, come suggerisce Sepulveda, "non sia meglio imboccare un'altra strada... oppure tornare indietro". E' il concetto dello "slow food" che si oppone al "fast food".


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COMMENTI
22/07/2014 - Il pensiero (luisella martin)

Che bell'articolo! Ricco di spunti per la riflessione e - perché no? - per la meditazione. Mi é tornato in mente quando provavo a dimostrare che il veloce Achille non sarebbe mai riuscito a raggiungere la lenta tartaruga se le si concedeva un vantaggio iniziale:la matematica come lezione di vita!