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IL CASO/ Bravo Morosini, la Grazia non ha bisogno del Padrino

Monsignor G. Fiorini Morosini, vescovo di R. Calabria (Immagine d'archivio) Monsignor G. Fiorini Morosini, vescovo di R. Calabria (Immagine d'archivio)

Non sto dicendo che tutte queste situazioni richiedano la scomunica, ma voglio rendere evidente quanto una consuetudine comune, sociale, comunitaria, a favore del peccato e dell'errore, renda difficile non perdere la sensibilità verso il medesimo. A questo servono gesti come quelli proposti da Morosini. Quindi la scomunica - come la sospensione dei padrini - ci sta come fatto, ci sta come cosa che serve: perché serve alla chiesa che è la sua gente. È un gesto che fa la sua parte. Comincia a scuotere le fondamenta. A fare fatti. Il Padrino, il film, lo metteva in scena, ma non era una scena, era la drammatica verità. Era un set ma era ciò che accade. I padrini di battesimo diventano Padrini di onore.

Il bambino muore e rinasce in Cristo con il battesimo, e con lo stesso battesimo nasce un Padrino. Per questo Morosini vuole sospenderli. Nei campi di grano, oltre la gramigna sono "nate" delle comode ville abusive che hanno ottenuto negli anni il condono della coscienza. Ci siamo abituati a vederle spuntare, mattone dopo mattone, e a vederle abitare e, forse, ad abitarle. Questa è una struttura di peccato, non è il peccato interiore e punto. Non è il cuore dell'uomo che non possiamo giudicare ma è il villone nel campo di grano. È la gramigna fiorita, che alla fine ci siamo fatti i mazzi e ci abbiamo arredato casa e la coscienza ha condonato tutto. 

Morosini non può buttare giù tutte le case ma può dire che l'atto iniziale, l'atto con cui la nostra vita nasce, quell'atto, ora, sarà sorretto solo dalle mani dei genitori e del prete. Non ci saranno fiori di gramigna. Niente fiori se non riusciamo a riconoscerne i buoni. Morosini non sta falciando grano e gramigna ma mette mano all'aratro. Dice giù le mani dalle culle. Giù le mani dall'acqua santa, dall'acqua di un sacramento che mi fa morire, per rivivere per sempre. 

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COMMENTI
02/07/2014 - la struttura del peccato (Paola Baratta)

ogni peccato ha conseguenze nell'anima della persona che lo commette e nella società. ma ci sono peccati che, come ben si dice nell'articolo, assumono una struttura: non solo vengono accettati, giustificati, trattati come se fossero "normalità", ma anche addirittura verenati, trasformando errore e violenza in "onore". L'atto del vescovo e le parole del papa denudano il re della violenza e della perversione che è dentro il "codice" mafioso: chiamare famiglia ciò che è solo una associazione di sangue, violenza e perversi interessi; chiamare onore ciò che opera con viltà infiltrandosi nella vita quotidiana e soffocando spesso iniziative lodevoli e buone e colpendo gli onesti veri alle spalle. Con questo gesto il vescovo impedisce tra l'altro che la mafia o qualunque altra persona possa usare per interessi personali o di dubbia moralità un sacramento, compiendo sacrilegio. Nulla toglie al Sacramento del Battesimo che non perde nulla della sua efficacia con la sospensione dei padrini. Atto coraggioso, atto nobile, atto che fa rifulgere la natura soprannaturale del sacramento e al tempo stesso conferisce nuova dignità agli uomini aiutando gli onesti e i buoni a intaccare quelle strutture di peccato che riducono al silenzio e all'impotenza tanti innocenti e che tolgono a tanta e bella parte del nostro paese e del mondo un bene fondamentale. la speranza.

 
02/07/2014 - basta non generalizzare (paolo canti)

concordo con don Leonardi, basta evitare di trasportare una idea nata in un certo contesto sicuramente complicato a tutto il mondo. Senza nessun intento polemico il sud ha consuetudini piuttosto diverse dal nord in fatto di padrini. al nord occorre forse recuperarla. Resta comunque il fatto che al sud c'è anche chi il padrino lo fa con coscienza e io sono un po' stufo di dover subire provvedimenti (di ogni tipo, non solo religioso) perché non si è più in grado di discernere niente.

RISPOSTA:

Paolo io concordo con te. So che Morosini incontrerà i vescovi della sua Conferenza Episcopale e decideranno assieme cosa fare. Il problema che lui vuole segnalare con questo provvedimento certamente clamoroso è proprio quello che tu dici: non riuscire a discernere. Se io in un canestro pieno di funghi non so distinguere tra commestibili e no, decido di non mangiare nulla: credo non ci sia altra alternativa. Tieni presente che sul mio blog Come Gesù interverrà in giornata una signora di un paesino dell'interno della calabria che vuole spiegare come diversi sacerdoti calabresi (anche di un certo calibro) e molti fedeli vedano con fastidio quanto ha detto il Papa e poi Morosini. Dicono che si sta esagerando e bla bla bla. Insomma, il problema c'è. Tanto è vero che lei ha paura a scrivere. Paura, capito? ML