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MASSIMO PARLANTI/ Ha ucciso la moglie, ora ne percepisce la pensione

Pubblicazione:mercoledì 2 luglio 2014

(infophoto) (infophoto)

Massimo Parlanti ha ucciso due anni fa la quarantaduenne Beatrice Ballerini, sua moglie, prendendola a pugni, calci e infine strangolandola: in questo momento sta scontando 18 anni di carcere per omicidio, ma continua a percepire il 60% della pensione della donna che lui stesso ha assassinato, mentre solo il 40% è destinato al mantenimento dei figli piccoli. Arriva oggi l’appello del fratello della vittima, Lorenzo Ballerini, che per sostenere la sua causa - e quella dei due figli della coppia, rispettivamente di dieci e otto anni - ha fatto partire una petizione su Change.org. L'uomo si rivolge direttamente al premier Renzi: "Dall’Inps ho appreso che mentre i bambini di mia sorella, che noi stiamo accudendo, prendono il 40 per cento della pensione che gli spetta, a lui - l’omicida - spetta l’altro 60 per cento, e ne avrà diritto a vita". E aggiunge: "Questo accade perché non c'è un meccanismo automatico che prevede la dichiarazione di 'indegnità a succedere' per l'assassino del coniuge, e così oltre la pensione, agli assassini spetta anche le eredità di chi ammazzano". La sensazione che Lorenzo Ballerini descrive è quella appunto di vivere in un paradosso, in cui le regole sono assurde, addirittura -parole sue- in cui "l’assurdo diventa regola", un paradosso che scompiglia tutti i valori e fa crollare tutte le certezze. Il fratello della vittima si interroga dunque sulla capacità della giustizia: "La domanda a cui ancora oggi non riesco a dare risposta è: abbiamo una legge assurda e demenziale, fatta per i delinquenti, oppure semplicemente la giustizia, si scorda qualcosa, si è distratta ulteriormente?". La richiesta di Ballerini si conclude con una preghiera a nome della sorella, ma anche di tutte le donne che sono state vittime fino ad oggi: "Vi prego rispondetemi e rispondete nel nome di tutte le donne ammazzate, il numero delle quali sta crescendo, e crescerà se non si arginano almeno le conseguenze nefaste di una giustizia paradossale. È importante perchè il fenomeno cresce e, avuta soddisfazione con l'omicidio questi massacri non diventino 'sostenibili' ed 'appetibili' per chi con ragionamento contorto, è sull'orlo di una decisione".



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