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WALTER FRETZ/ E' giusto pubblicare le foto di un bimbo nato e morto prematuro?

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Il piccolo Walter in braccio alla sorella (Immagine d'archivio)  Il piccolo Walter in braccio alla sorella (Immagine d'archivio)

Io ero insicuro se pubblicare o no le foto perché avevo sentito il bisogno di alzare il tiro. Filosofeggiare. Analizzare. Teorizzare. Davanti ad una foto così, ho sentito il bisogno di chiedermi cosa c'è o no di etico nella comunicazione, soprattutto se si tratta di comunicare un argomento sensibile. Ma lui è Walter e non è un argomento sensibile. È Walter con la sua nascita frettolosa e con una vita passata tutta tra le braccia di chi lo ama. Con la sua morte tra le mani di chi lo attendeva tantissimo, Walter ci parla non di aborti mancati, di eutanasia, di diritti a morire, a vivere, di privacy. No, Walter ci parla di Walter. E dice che è appena nato, che quella è la sua famiglia, che lo aspettavano, ma lui li hai preceduti, ha accorciato i tempi ed è arrivato di corsa. E la sua mamma ha voluto un album di famiglia un po' speciale, fatto di web. E la rete, mostrando la realtà, ha risposto bene: ha fatto vedere che l'amore ha un suo modo solenne e semplice di difendersi. E i social mi hanno aiutato a conoscerlo. Sono ancora capace di guardare un uomo e vedere che è solo un uomo?



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