BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Ronaldo, quel bambino non nato e il tassello mancante del nostro desiderio

Pubblicazione:lunedì 21 luglio 2014

Cristiano Ronaldo (Infophoto) Cristiano Ronaldo (Infophoto)

Spesso mi ritrovo da sola e, se non suona il telefono, in silenzio. Non mi pesano questa solitudine e questo silenzio! I pensieri nascono, evolvono, si intrecciano nella mia mente.

Frequentemente mi ritrovo a riflettere su ciò che occupa gran parte della mia quotidianità: la vita, i piccoli bimbi vicini al cuore della mamma; la vita, la donna e la sua libertà; la vita, la fatica dell’esistere; la vita, i progetti di aiuto per le gravidanze; la vita…

In questo mio permanere esistenziale, richiamo alla memoria ciò che, ormai tanto tempo fa, ho sentito descrivere: la storia degli uomini è come un arazzo.

L’arazzo presuppone un grande disegno, uno smisurato progetto tracciato. Il trascendente Architetto, per fini d’Amore che solo lui conosce, ha gettato sull’umanità una serie infinita di segni, righe, punti infinitesimali che comporranno una meravigliosa rappresentazione figurativa.

Le linee e i punti destinati alla composizione del disegno, così, da soli, non bastano. Costituiscono l’ossatura creativa che deve essere riempita di carne. La ricamatrice dell’arazzo deve, usando ago e fili di tutti i colori, cucire tanti minuscoli punti con tinte fosche e vivaci. I piccoli punti faranno del progetto un ricamo prezioso dove ogni figura riveste un’importanza unica e assoluta.

Sul viso di una donna un piccolo punto può segnare una lacrima, un sorriso, una ferita. E sarà l’ago della ricamatrice che darà, con i piccoli punti, il senso della raffigurazione. Infiniti sono i punti, ma se ne manca anche solo uno, il disegno non apparirà in tutta la sua completezza di significato.

Un altro ricordo mi tiene compagnia quando mi lascio andare a questi pensieri: un figlio piccolo.

Stefano allora aveva 4 anni e si era meritato un premio essendo stato bravissimo dal dentista. Gli avevo regalato un puzzle di novanta pezzi. Le tesserine erano piuttosto piccole e, una volta trattenute insieme, rappresentavano un simpaticissimo muso di cane, un bassetoun, dagli occhioni languidi e dalle lunghissime orecchie. Era felice di averlo messo insieme. Malauguratamente, nel suo disordine infantile, una tesserina era andata persa. Non l’avevamo più trovata.

“C’è un buco nell’orecchio del mio cane! E’ diventato brutto. Non lo voglio più!”. La scatola, con tutti quegli ottantanove pezzettini restanti, è rimasta, ineluttabilmente, chiusa nell’armadio dei giochi e mai più aperta.

Associo pensieri, emozioni e ricordi, allo scorrere della vita.

Il Regista della Storia ha buttato semi a piene mani, semi minuscoli come granelli di sabbia ma rigonfi di energia vitale. Quanti saranno sfuggiti al loro destino di vitale esplosione?

Oggi ho sentito raccontare che la madre di un grande protagonista del calcio mondiale, seguito da milioni di ammiratori, aveva pensato di abortire alla notizia di quella gravidanza. Naturalmente la notizia sta facendo il giro di questo villaggio globale che siamo diventati. Senza Cristiano Ronaldo molti gol non segnati, tanta allegria mancata, probabilmente, tanto sapore in meno in questo sport, che sinceramente non conosco, ma che so molto condiviso.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
21/07/2014 - Il desiderio più bello? Desiderare che vivano (claudia mazzola)

Stamane al super una bimba indiana seduta nel carrello, minutissima, bellissima con due occhioni grandi neri. Credetemi mi sorrideva come non mai e sempre, sempre quando guardo un bambino non posso non pensare: e se fosse stato abortito?