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Cronaca

VERSO IL MEETING 2014/ Vittadini: dialogo, quell'anelito che vince nella storia

GIORGIO VITTADINI introduce l'edizione 2014 del Meeting di Rimini, intitolata "Verso le periferie del mondo e dell'esistenza. Il destino non ha lasciato solo l’uomo"

Meeting di RiminiMeeting di Rimini

Scenari mondiali in cui la guerra sembra l’unico modo per risolvere contrasti e gravi ingiustizie a danno dei più deboli; a casa nostra una ripresa economica ancora troppo timida; su tutto, una grave incertezza esistenziale che toglie energia e visione del futuro. A mali estremi, estremi rimedi? No, rimedi “periferici”: è ciò che propone il Meeting di Rimini quest’anno, raccogliendo l’appello di papa Francesco a uscire verso le “periferie esistenziali”.

L’edizione 2014 del Meeting, intitolata "Verso le periferie del mondo e dell'esistenza. Il destino non ha lasciato solo l’uomo", è dedicata all’uomo e al suo cuore, l’irriducibile desiderio di bene che lo costituisce. Questa forza dell’uomo è considerata “periferica”, qualcosa di insignificante. Ma proprio questa forza, figlia della propria identità e autenticità, è il fattore vero e duraturo che determina il mondo e la storia.

Pensiamo a fatti diversi, ma caratterizzati da questo “scatto” nel cuore dell’uomo: la rinascita dell’Europa dopo le guerre mondiali fratricide, la pace in Nord Irlanda, la transizione pacifica nell’Est Europa, la ripresa del dialogo in Sudafrica dopo la detenzione di Mandela… 

A questo riguardo c’è un punto che caratterizza da sempre l’impegno del Meeting, che non a caso si chiama “per l’amicizia fra i popoli”: portare alla luce come il dialogo, che nasce quando si dà spazio a questo anelito, nella storia si riveli vincente. Quest’anno toccherà a padre Pierbattista Pizzaballa (custode di Terra Santa e uno dei protagonisti decisivi nell'organizzazione dello storico incontro in Vaticano tra Papa Francesco, Shimon Peres e Abu Mazen) testimoniare questo punto nell’incontro inaugurale, “Dialogo: unica via per la pace”. E sulla stessa linea interverranno Paul Bhatti, fratello del politico pakistano ucciso per il suo impegno in difesa delle minoranze cristiane perseguitate, e Ignatius Kaigama, Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, che riporteranno al centro dell’attenzione fatti drammatici ma ormai abbandonati all’indifferenza quasi totale, come il rapimento delle 300 ragazze nigeriane o le uccisioni quotidiane da parte dei quaedisti in Iraq. 

Ma anche in questo caso il tema è il richiamo alla vera libertà e possibilità di bene per ogni persona, che può riportare la pace e offrire una svolta. E non la guerra di civiltà, come si nota dai fallimenti totali di strategie fondate su prove di forza. 

Allora, centro del Meeting saranno questi solo apparentemente periferici protagonisti: ragazzi che ci ricordano come dopo la rivoluzione di piazza Taharir in Egitto è una nuova affezione tra giovani mussulmani e cristiani copti la vera possibilità di svolta; ucraini, che credono nella possibilità di una convivenza pacifica con i russi, come Alexandr Filonenko, docente di filosofia all’università di Char’kow, a cui è affidata la relazione sul titolo del Meeting. E ancora, Panteleimon (vicario del Patriarca di tutta la Russia), Shodo Habukawa, monaco buddista, Joseph Weiler, costituzionalista americano di fama mondiale e presidente dell’Istituto universitario europeo, che parlerà dell’orizzonte dell’Europa di oggi e domani. 


COMMENTI
24/07/2014 - Lì respiro quello che non ho mai respirato (claudia mazzola)

Devo un'immensa gratitudine a Cl per quello che fanno nel richiamare il mio cuore e la mia libertà. Da quando ho incontrato il movimento, ben 9 anni fa, una delle cose più belle che mi propongono è il Meeting di Rimini ed anche quest'anno non vedo l'ora di andarci.