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SPILLO/ Se basta un viaggio in treno per capire cosa non va dell'Italia

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Una volta dato l'indirizzo mi sono sentita chiedere: "Sa dove si trova la via?". Ho risposto che non essendo di Roma, non ne avevo idea e che mi sarei informata. Una volta forniti maggiori ragguagli mi sono sentita fare tre volte le stesse domande, sintomo del fatto che le mie risposte non venivano ascoltate. E allora mi sono chiesta se forse, prima di sperare che delle riforme elettorali o Costituzionali possano davvero cambiare il futuro dell'Italia, non sarebbe il caso di ricominciare dai comportamenti individuali, partendo dalle piccole cose. Se non fosse il caso di prendere seriamente quello che facciamo tutti i giorni. Indipendentemente dal mestiere che svolgiamo. Pensando a noi stessi e agli altri. Che siano clienti, amici, passanti, viaggiatori, sconosciuti. Se non fosse il caso di trasmettere questa passione per le cose fatte bene e per l'educazione ai nostri figli. Perché le lezioni di cittadinanza possono investire grandi temi, ma devono partire dalla quotidianità di comportamenti individuali se non virtuosi, almeno corretti. Se non ricominciamo ad amare questo Paese e i suoi valori, difficilmente potremo cambiarlo in meglio.

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